Green Pass in tabaccheria, tabaccai pronti allo sciopero: cruciale il mese di febbraio 

tabaccheria

Ancora una volta a far discutere sono le misure relative all’uso, talvolta l’obbligo, del Green Pass. Esteso, come noto, anche in tabaccheria: questa è difatti considerata una attività non essenziale, poiché al suo interno sono presenti slot e apparecchi da gioco. Una norma che fa storcere il naso ai tanti addetti ai lavori, pronti allo sciopero e alla serrata, come annunciato da più parti.

L’obbligo entrerà in gioco il prossimo 1 febbraio, e va ad alimentare un dibattito in Italia sempre più acceso e feroce. Le lamentele sono legate al primissimo lockdown, quello di marzo 2020: i tabaccai rimasero aperti al tempo, considerati dunque attività essenziali e dunque non passibili di limitazioni. Due anni dopo lo scenario è cambiato. Ma questa decisione, che ha comunque provocato le risposte del settore del gioco, ha una motivazione molto più logica di quanto sembrerebbe.

Il governo si è mosso in questa direzione per via della presenza di un canale di gioco online, utilizzabile e fruibile da tutti i giocatori. Un canale peraltro sdoganato negli ultimi due anni, come confermano i dati sempre più positivi per casinò e slot machine online. L’altra faccia della medaglia parla invece di uno svantaggio per quelle attività sprovviste di macchine da gioco. Nonostante la migrazione sui canali online sia ormai un fatto certo, grosse percentuali di giocatori restano fedeli al canale fisico. Un loro spostamento potrebbe essere favorito dalla possibilità di utilizzare bonus senza deposito dei casinò sicuri.

Intanto si esprimono anche i vertici della FIT, la Federazione Italiana Tabaccai, che ha evidenziato le criticità che deriverebbero dalla norma in oggetto, soprattutto da un punto di vista di controllo della certificazione verde Covid. Ne ha parlato Giovanni Risso, presidente FIT, che ha dato anche qualche numero: 13 milioni di italiani entrano regolarmente in tabaccheria, 250 circa in ogni rivendita. Pochi tabaccai hanno dipendenti e sono difatti impossibilitati ad uscire dal bancone, per motivi di sicurezza. Chiedere l’esibizione del Green Pass, secondo Risso,  aumenterebbe soltanto le problematicità in un momento cruciale come questo.

Dalle sue parole non traspare un “no” al Green Pass, piuttosto un cambio sulla figura preposta al controllo del Green Pass, che per lui non può essere chiaramente il titolare dell’attività. Non è dato sapere come finirà la questione. Al momento vige la più alta incertezza, perlopiù legata all’andamento della pandemia. La variante Omicron intanto è entrata in quella che pare essere la sua fase di picco. L’OMS ha rassicurato, si va verso la fine della pandemia. Intanto, l’unica cosa certa, è che davanti si palesa un febbraio cruciale, non solo per motivi sanitari ma anche politici ed economici, in un’Italia mai come questo momento spaccata in due.

 

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