Gli Oscar lo diventati lo show del politicamente corretto irrilevante
Gli Oscar 2026, celebrati ieri 15 marzo al Dolby Theatre, si sono confermati un palcoscenico sterile per il politicamente corretto hollywoodiano, distante anni luce dall’America reale della Rust Belt e dal mondo che conta.
Mentre Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson ha vinto come Miglior Film e Regia, e Michael B. Jordan si è portato a casa il premio per Miglior Attore Protagonista in Sinners ,I peccatori, la serata è stata monopolizzata da slogan banali contro Trump e l’ICE, rivelando un’élite californiana scollegata dalla realtà.
Si sono aggiudicati le statuette
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson ha dominato con i premi per Miglior Film e Regia, mentre Sean Penn ha vinto come Miglior Attore Non Protagonista ma ha disertato la cerimonia.
Sinners con I peccatori di Ryan Coogler, uno squallido splatter vampiresco con 16 nomination, si è accontentato di sole quattro statuette, inclusa quella per Michael B. Jordan come Miglior Attore Protagonista, troppe per un film mediocre ambientato nel Sud segregazionista.
Jessie Buckley ha portato a casa il premio per Miglior Attrice Protagonista con Hamnet, Amy Madigan quello per Non Protagonista nell’horror Weapons, e KPop Demon Hunters ha trionfato come Miglior Film Animato con la canzone “Golden”.
Questi riconoscimenti premiano un cinema autoreferenziale che ignora il pubblico della working class americana
Hollywood contro l’America VeraHollywood non è l’America, e la California elitaria con le sue farneticazioni progressiste lo dimostra: George Clooney spinse per sostituire Biden, distanziato di due punti nei sondaggi da Trump, con Kamala Harris svantaggiata di sette, contribuendo alla sconfitta democratica del 2024 che ha riconfermato Trump presidente.
La Rust Belt ha scelto concretezza contro slogan vuoti, vedendo nelle politiche ICE di Trump una necessità contro l’immigrazione selvaggia, non “diritti umani” da red carpet.
Sean Penn e l’Ignoranza Guerrafondaia
L’apice grottesco è stato Sean Penn, vincitore per Non Protagonista ma assente, che ha annunciato di fondere la statuetta in proiettili per l’Ucraina, un gesto propagandistico da miliardario che non ha bisogno di Oscar per finanziare Kiev. Ignorando la corruzione del regime di Zelensky, ex comico celebrato come eroe nelle piazze occidentali, Penn offende l’Europa: questa guerra scellerata alza muri, blocca lo sviluppo e, unita al Medio Oriente, affossa l’Occidente che li ha foraggiati.
Un Mondo Alternativo
DegeneratoHollywood è un satellite artificiale offensivo alla bellezza culturale occidentale, dove i suoi “figli bastardi”, ingrati verso chi li ha nutriti, applaudono la degenerazione contro l’America autentica rappresentata da Trump.
Perdono pubblico e rilevanza, mentre il mondo ride di un’élite che confonde il palco con la politica.
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