Il Giorno del Ricordo è passato, ma le polemiche su una delle vicende più drammatiche del secolo scorso – il dramma delle foibe e dell’esodo dall’Istria, dalla Dalmazia e dalla Venezia Giulia – pare non accennino ad arrestarsi.

A far discutere stavolta è un comunicato stampa diffuso dalla Regione Toscana a seguito del “viaggio della memoria” che ha portato 50 studenti in visita, prima alla foiba di Basovizza e poi alla Narodni Dom, la “casa della cultura” slovena, data alle fiamme dai fascisti nel 1920 ed oggi sede universitaria.

Nel comunicato si riportano le parole dello storico Franco Ceccotti (Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia), il quale sostiene che le foibe non furono “pulizia etnica, né genocidio”, bensì “semplicemente una delle violenze legate alla guerra, che non finisce mai in un momento preciso ma ha sempre strascichi che generano altre violenze”, tentando poi di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, affermando che “la guerra rende tutti cattivi, da una parte all’altra del fronte”.

Parole che fanno letteralmente saltare sulla sedia gli esponenti di Fratelli d’Italia, a partire dal deputato fiorentino Giovanni Donzelli, che parte subito all’attacco: “proprio nei giorni in cui si ricordano i massacri delle foibe la Regione Toscana sente il bisogno di sottolineare che le foibe non furono ‘pulizia etnica né genocidio’: una presa di posizione vergognosa e inaccettabile. “La Regione – prosegue Donzelli – usa i soldi dei contribuenti toscani per trasformare i viaggi per gli studenti in propaganda anti-storica. L’ignobile presa di posizione di oggi offende gli esuli e le loro famiglie, sterminati o cacciati da quelle terre per il solo fatto di essere italiani”.

Rincara addirittura la dose il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli, che accusa la Regione di essere addirittura “nostalgica di Tito”: “quando, esattamente un anno fa, il Partito Democratico respinse in consiglio comunale a Firenze un nostro ordine del giorno che chiedeva al sindaco Nardella di impegnarsi nella battaglia per revocare le onorificenze al criminale Tito, pensavo di aver visto di tutto. In realtà, oggi, la Regione Toscana di Enrico Rossi ed Eugenio Giani riesce addirittura a far peggio, diramando un comunicato stampa nel quale si sostiene che le foibe non furono ‘né pulizia etnica né genocidio’, ma ‘semplicemente una delle violenze legate alla guerra’”.

Torselli punta il dito proprio contro il candidato del centrosinistra alla carica di governatore regionale: “Se da Enrico Rossi è lecito aspettarsi di tutto, restiamo basiti dal fatto che il presidente del consiglio regionale, candidato governatore per la sinistra, Eugenio Giani, non si sia adoperato affinché il ‘viaggio della memoria’ lungo il confine orientale servisse a raccontare ai nostri ragazzi il dramma delle foibe, della pulizia etnica perpetrata dai comunisti jugoslavi con l’aiuto dei partigiani italiani, dell’esodo dei 350.000 istriani, giuliani e dalmati, anziché a fare del bieco indottrinamento politico”.

Insomma, le polemiche attorno al dramma delle foibe e dell’esodo, nonostante le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo sono ancora benzina altamente infiammabile sul fuoco della politica.

www.facebook.com/adhocnewsitalia

www.adhocnews.it