Brad Pitt e l’Oscar: un’attesa lunga trent’anni.

brad pitt
 

1987. È questa la data che segna l’inizio della carriera cinematografica di Brad Pitt. Una carriera cinematografica iconica durante la quale l’attore statunitense si è reso protagonista di performance straordinarie, rimasto nell’immaginario collettivo di molti spettatori. Soprattutto, una carriera cinematografica che ha finalmente ricevuto il giusto riconoscimento alla notte degli Oscar 2020, dopo più di trent’anni. Brad Pitt ha vinto la sua prima statuetta da attore (ne aveva vinta una da produttore nel 2014 con “12 anni schiavo”), coronando un sogno a lungo cullato.  Come detto, però, durante la sua epopea professionale l’attore si è più volte contraddistinto per delle interpretazioni iconiche e che forse avrebbero meritato più fortuna. Quale occasione migliore, quindi, per ricordarle tutte

Tenente Aldo Raine (Bastardi senza gloria)

Furbo, con lo sguardo deciso e con una missione ben precisa: eliminare i suoi nemici storici. Il tenente Aldo Raine è un personaggio che funziona soprattutto grazie alla straordinaria abilità di Brad Pitt di bilanciarne i tratti caricaturali, a volte quasi buffi, e quelli più seri e autoritari. La grande moralità che traspare dal tenente lo rende un personaggio mai messo in discussione dal pubblico, anche quando compie atti all’apparenza cruenti. E diciamolo, il suo straordinario baffo aiuta e non poco.

Benjamin Button (Il curioso caso di Benjamin Button)

Un uomo che nasce anziano e col tempo ringiovanisce. Interpretare un personaggio del genere poteva essere un’impresa ardua. D’altronde emozioni, sentimenti e modi di essere sono molto diversi in ognuno di noi, in base alla fase della vita che stiamo attraversando. Brad Pitt riesce magistralmente nell’intento di offrire al pubblico un personaggio sempre autentico e in continua evoluzione, alternando momenti drammatici e divertenti, mantenendolo però sempre curioso, proprio come il suo strano caso.

Robert “Rusty” Ryan (Ocean’s saga)

E come dimenticare la sua performance nella saga degli Ocean’s, tra i lungometraggi più famosi ispirati al mondo del gioco? Tra tutte, forse quella in cui il carisma di Brad Pitt emerge più prepotentemente. Nessun dialogo particolarmente lungo o profondo, nessuna frase a effetto, “solo” il sorriso sornione di chi sa che non ha bisogno delle parole per essere un passo avanti a tutti, in un gioco di incastri come quello messo in scena nel capolavoro di Soderbergh.

Tyler Durden (Fight Club)

Semplicemente, non poteva esserci attore più azzeccato per interpretare il ruolo dello stereotipo del macho. Tyler Durden non è altro che tutto quello che molti maschietti vorrebbero essere. Deciso, libero dai vincoli della società in cui vive e con degli addominali scolpiti. L’apparenza non deve però ingannare, perché durante il lungometraggio di David Fincher Pitt si rende protagonista di dialoghi significativi, trasmettendo una saggezza fuori dal comune.

Jesse James (L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford)

Pitt inietta il famigerato fuorilegge con una volatilità che contrasta con la sua vibrazione naturale. È una performance si triste ma spaventosa, capace di atti difficili da concepire. Brad Pitt riporta in vita James come qualcuno che è spiritualmente già morto e ha perso una parte di se stesso tra il mondo e il prossimo. È imprevedibile al suo ultimo respiro, e anche dopo che se n’è andato sembra che sia sopravvissuto. Senti che dovresti conoscere Jesse James, come se dovessi essere in grado di capire di cosa si tratta, e questo è esattamente ciò che lo rende uno degli uomini più pericolosi della storia occidentale.

Chad Feldheimer (Burn After Reading – A prova di spia)

Non è immediato pensare a Brad Pitt come uno dei migliori attori comici della sua generazione. Il genio della sua performance come il personal trainer troppo ambizioso Chad Feldheimer è la capacità dell’attore di far ridere senza mai perdere la classica aura che lo contraddistingue. Chad non è solo un avido buffone con una bella chioma, è un personaggio comico che nasconde molte sfaccettature. Tutti i soliti tic e intensità sono lì (Chad parla anche con la bocca piena), ma non c’è solo stupidità sotto la superficie. Chad Feldheimer è un uomo troppo felice per realizzare ciò che gli sta succedendo, come un bambino in grado di vivere un sogno. E Pitt ne è il perfetto burattinaio.