Firenze: Alessandro Scipioni abbandona la Lega per FdI

alessandro scipioni

Alessandro Scipioni è stato un esponente storico della Lega Fiorentina. Per oltre cinque anni ha ricoperto il ruolo di Segretario Provinciale. Alcune settimane fa è uscito dal partito, a seguito di dissensi costanti con la linea nazionale e la dirigenza locale e regionale. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa in città metropolitana, dove è eletto, ha comunicato la sua adesione a Fratelli d’Italia.

Lei era un esponente storico della Lega. In che anno è entrato?

Risp: Sono entrato nella Lega quando fu fondata dal compianto senatore Cesarino Monti a Roma. Nel 2005 eravamo circa allo 0,2% in quella regione. Praticamente nulla, ma non riuscivo, venendo dei giovani di Alleanza Nazionale ad essere più d’accordo con Gianfranco Fini e la sua resa culturale all’egemonia della sinistra.

E poi?

Qualche tempo dopo, per vicende lavorative andai a vivere in Lombardia. Precisamente a Brescia e lì ho maturato la mia militanza, fatta di impegno, gazebi, affissioni e volantinaggio. Ho avuto modo di avere una formazione solida in quella lega che valorizza va i territori. Quella di Umberto Bossi: che faceva i congressi e che discuteva. Poi sono tornato in Toscana dove si attestava allo 0,6% ma c’era un grande spirito di gruppo ed un grande sogno. Poi sinceramente non sono le percentuali che possono mettere in secondo piano i principi.

Come può riassumere la sua segreteria a Firenze?

In un’occasione mancata per la Lega nella provincia più importante della Toscana. Il partito si era presentato per la prima volta alle amministrative ottenendo eletti praticamente in tutti i comuni della provincia. Salvo Scarperia – San Piero e Palazzolo sul Senio. La Lega nelle istituzioni divenne la forza trainante del centrodestra. Ma la Lega stessa non ha saputo sfruttare questo grande lavoro di radicamento territoriale.

Molti eletti si sono allontanati. Come mai?

Diciamo che la Lega non si confronta molto con gli eletti, non fa molte riunioni con gli iscritti. Sei nelle istituzioni e ti senti abbandonato. Poi soprattutto in provincia di Firenze. Ad onor del vero dobbiamo dire anche che due consiglieri comunali sono stati buttati fuori insieme ad un consigliere di quartiere. Ottenendo che lo stesso giorno la Lega ha perso tutti i rappresentanti nel quartiere 1: che è storicamente il più simbolico. E un altro ad Empoli visto che altri consiglieri non hanno accettato queste epurazioni arbitrarie e preventive.
Ma avevamo già perso consiglieri nella piana Fiorentina a Lastra a Signa e Signa. Recentemente ne abbiamo persi nel Mugello piccola con me oggi se ne sono andati tre a Vinci.

Alessandro Scipioni, quali sono le cose che l’hanno allontanata a livello locale?

La mancanza di confronto e la poca attenzione all’area centrale. Pensiamo che a Prato 5 consiglieri comunali su 6 hanno lasciato il partito. La Ovattoni era rientrata ed è uscita nuovamente dopo una sola settimana.
Dalla dirigenza regionale praticamente nessun dialogo; solo imposizioni.

Ci sono delle motivazioni anche riguardanti la linea nazionale?

Sì Certamente: non riesco a comprendere la linea del partito. Oltre alle profonde divisioni con gli amministratori, i governatori in primis, non si comprende perché si vota a favore del super gree pass e un attimo dopo si dice di non essere in accordo. Un recente sondaggio sul sole24ore del professor d’Alimonte affermava che solo il 41% degli elettori leghisti apprezzava la politica economica del governo Draghi. La apprezzano molto di più gli elettori di Fratelli d’Italia. Questo significa che l’elettorato non ha la più pallida idea della linea che si porta avanti. Molti non hanno neanche capito perché la Lega decise di entrare al governo con i pentastellati ed ancor meno perché ne uscì.
E non ultimo i tentativi di creare gruppi alternativi in Europa. Quando si sarebbero dovute fare scelte più intelligenti e capaci di legittimare il partito come credibile forza di governo. In questo Giorgia Meloni è stata molto responsabile scegliendo gruppo dei conservatori.

Ha qualche rimpianto?

Citando Stendhal, non bisogna mai dire che si aveva ragione perché è l’ammissione di una sconfitta. Chi non riesce a far prevalere le proprie ragioni è purtroppo uno sconfitto. Io non ce l’ho fatta internamente,
anche per totale mancanza di confronto. Una persona molto capace fuoriuscita ed in un certo senso messa alla porta anche lei, mi ha detto per consolarmi che nessuno c’è riuscito in questa Lega Toscana a far ragionare la dirigenza. Ma questo non diminuisce la portata di una sconfitta.

Come mai proprio Fratelli d’Italia?

Perché difende la sovranità, la libertà, i valori cristiani e l’identità del nostro paese. Che è anche e soprattutto l’identità dei campanili, comunque riuniti in una sola Nazione. Tra le altre cose Giorgia Meloni sta facendo con un’opposizione intelligente, responsabile non preventivamente contraria. Non ultimo la battaglia per il ritorno alla democrazia diretta: l’elezione da parte di cittadini del Capo dello Stato.

Che cosa fare adesso in Fratelli d’Italia?

Continuerò a lavorare nelle istituzioni. Darò una mano al partito, per quello che mi chiederà. Ho sempre collaborato bene con Claudio Gemelli – segretario provinciale di Fratelli d’Italia – che è anche un amico. Adesso lavoreremo ancora meglio insieme.

Molto eletti leghisti sono andati via secondo lei ne seguiranno altri?

Non sono una Cassandra ma prevedo tempesta.

 

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