Ne era affetta una coppia, che aveva mangiato un rene crudo di marmotta: curati per mesi in Mongolia Interna erroneamente per una polmonite, secondo AsiaNews. Non guarendo, è stata trasportata all’inizio di novembre in un ospedale a Pechino, dove si è scoperta la vera malattia da cui erano affetti: peste bubbonica.

E di peste bubbonica proprio a Pechino sono morti.  È accaduto ad una coppia mongola di 38 e 37 anni nel distretto di Bayan-Ölgij, all’estremo occidentale della Mongolia, vicino al confine con Russia e Cina.

Ora la regione autonoma della Mongolia Interna  sta mettendo in campo cautele per fermare il contagio e la diffusione della peste, perché la sua ondata non raggiunga la capitale. Il governo della regione del Nord ha posto controlli per sondare possibili malattie delle persone che lasciano la provincia; ha varato gruppi per verifiche mediche e addirittura delle ispezioni sul traffico.

Secondo ricerche della rivista economica Caixin, già a metà dell’agosto scorso erano stati scoperti 12 ceppi di peste bubbonica in alcuni topi nella regione settentrionale, peraltro mai del tutto debellata in tale regione ove permangono alcuni focolai; di ciò non è stata data comunicazione, probabilmente per non creare il panico.

Un atteggiamento irresponsabile, ma simile a quello avuto del 2003 con un’altra patologia terribile, la Sars, quando per mesi le autorità hanno nascosto la malattia e l’entità dell’infezione, lasciando che si sviluppasse fino a divenire un’epidemia mondiale.

Alcuni casi negli ultimi cinque anni anche in Usa

La peste bubbonica, diffusa in Europa durante il Medioevo, oggi è un evento molto raro ma dal 2015 negli Usa sono stati accertati quattro casi in Colorado, due in Arizona, due nel New Mexico, e uno in California, Georgia e Oregon, come riferisce il Centro nazionale di controllo e prevenzione delle malattie.

Tra il 2001 e il 2012 negli Stati Uniti sono stati accertati 17 episodi, con una media di circa 1,4 all’anno.

La malattia in Usa pare essere causata dalla puntura di pulci infette dal batterio Yersinia pestis, a sua volta trasmesso da roditori malati, come scoiattoli e topi, tranne nel caso di Paul Gaylord, che vive in Oregon, che ha rischiato di morire di tale malattia dopo averla presa dal morso del suo gatto, che aveva ucciso e ingoiato un topo.