Che emozione ieri a Palazzo Medici Riccardi con “La soffitta delle parole”
Ieri è stato un onore immenso essere lì, a Palazzo Medici Riccardi, la prima casa dei Medici, un posto che ti avvolge con la sua storia e che stiamo ridando ai fiorentini come un abbraccio vivo.
Ho partecipato con il cuore in mano alla presentazione di “La soffitta delle parole” di Stefano Fava, un libro che mi ha fatto venire i brividi
Ringraziando Stefano, ho parlato di come quel palazzo sia simbolo di Firenze – culla di bellezza dal Medioevo al Rinascimento – e di come il suo libro ci chiami a salire in soffitta per tirar fuori parole dimenticate: aporia, protervia, indefesso…
Gemme che danno profondità ai nostri sentimenti, in un mondo di post frettolosi e lessici poveri
Mi si è stretto il petto pensando a quanto abbiamo perso: frasi vuote al posto di pensieri veri. Questo libro è un balsamo, un invito a curare le parole con amore, come si fa con un affresco.
Poi la dottoressa Simonetti: che donna elegante, che maestria! Ha danzato con le parole, mostrando la loro “proprietà commutativa” – come si incastrano alla perfezione – e il pubblico l’ha applaudita con calore, io per primo, con gli occhi lucidi
E che gioia l’intervista a Stefano da parte di Ilaria Biancalani, giornalista elegante e tosta: ha tirato fuori i pericoli di un linguaggio esclusivo, zeppo di anglicismi imposti dalle élite mediatiche.
Ma il cuore dell’urlo è stato sull’intelligenza artificiale: non può sostituire la mente umana nei testi, altrimenti perdiamo l’anima, la sfumatura vera del cuore.Uscendo, sentivo Firenze più vicina, più umana. Grazie, Stefano, per questa sera che mi ha riempito l’anima.
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