Campi Bisenzio, un teatro di guerra

Nubi nere si addensano su Campi Bisenzio, ancora una volta. Nubi che minacciano pioggia per la nuova allerta arancione di oggi e domani. Minacce pericolose, minacce che provengono dal cielo. Minacce che fanno paura a una popolazione che da una settimana sta vivendo un incubo indescrivibile.

Vite distrutte…

… nel giro di poche ore di pioggia impressionante; argini distrutti, e acqua ovunque. Acqua e fango. Fango e acqua che portano via nella loro furia distruttrice sogni, speranze e ricordi di una vita intera. Spesso una vita di sacrifici condensati in una casa, improvvisamente cancellata dalla natura e dall’incuria.

Sembra un teatro di guerra

E oggi, settimo giorno di passione (dal latino patior, soffrire), ancora Campi sembra un teatro di guerra. Un campo profughi di quelli che generalmente siamo abituati a vedere al telegiornale. Ma, il teatro di guerra, il campo profughi purtroppo sono qui, sotto i nostri occhi, nei nostri marciapiedi dove interi appartamenti giacciono a brandelli, fra la disperazione di chi ha perso tutto, e la attonita sorpresa di chi è scampato al massacro della natura ma egualmente non riesce a non piangere innanzi a tanta distruzione.

Nulla sarà come prima

Un pugno nello stomaco. Qualcosa che non avremmo mai voluto vedere. Qualcosa che annichilisce il cervello e lascia spazio soltanto ad amare lacrime di rabbia e tristezza. Rabbia, per un disastro che poteva essere evitato o quantomeno contenuto, tristezza per un mondo che non c’è più.

Nulla sarà mai come prima!

Lentezze e burocrazie. Menomale ci sono i volontari

Eppure, con quel briciolo di forza che ancora rimane e che ancora vuole soccombere, i campigiani non rinunciano a denunciare. Scarsa manutenzione e lentezze burocratiche nella catena degli aiuti. Promesse non mantenute. Pochi meritori volontari della Protezione Civile e pochi e meritori Vigli del Fuoco in una settimana hanno fatto miracoli, tenuto conto di tutto. E poi, gli angeli del fango. Molti, moltissimi volontari giovani e anziani, da tutte le parti accorrono ogni giorno, puntuali, in piazza Dante alle 8.30, per rimboccarsi le maniche e spalare il fango per le strade e nelle case.

Angeli senza ali ma con la pala. Tantissimi giovani animati dalla voglia di aiutare, a dimostrazione che per l’umanità esiste ancora una speranza. Un futuro fatto di senso della comunità, di solidarietà, di empatia verso chi è in estrema difficoltà. Ognuno fa la sua parte. Come può!

Le Istituzioni dove sono state e dove sono?

Ma, c’è un ma! Questi angeli, per quanto bravi e generosi non possono supplire all’assenza delle istituzioni. Quelle istituzioni che dovevano vigilare, che dovevano manutenere il territorio e gli argini, che dovevano garantire la sicurezza (nei limiti del possibile) dei cittadini campigiani, e che per 70 anni non l’hanno fatto. Già è la terza alluvione che si verifica a Campi negli ultimi 50 anni. Eppure, poco è stato fatto in termini di prevenzione. Poco ed evidentemente male. Ci sarà il momento in cui chi ha sbagliato ne dovrà rispondere, anche davanti alla legge. Ma adesso… adesso che ancora una volta avremmo bisogno delle istituzioni che si facciano carico di gestire i soccorsi, gli aiuti, la messa in sicurezza dei cittadini.. anche adesso, si registrano promesse, vuoti slogan che fanno fatica a tradursi in azioni concrete. Inutili passerelle in giacca arancione, che non possono occultare indicibili carenze e lacune.

Cittadini lasciati soli

Da giorni dicono che arriverà l’esercito a sgombrare quella distesa oceanica di rifiuti ingombranti che giace sulle strade campigiane, ma ad oggi si vede poco, molto poco, troppo poco.

Da giorni si parla di incremento del numero dei volontari della Protezione Civile, ma ancora ad oggi questo incremento non si è visto, se non in minima parte.

Da qui la rabbia per il passato e per il presente, e la disperazione per il futuro.

Nuova allerta meteo: torna la paura

E intanto oggi è atteso un intensificarsi delle piogge. Nuovo bollettino di allerta arancione. Nuove e vecchie paure. Argini fragili, fiumi e torrenti a rischio esondazione. L’incubo che si ripete. Questa la grande paura.

I campigiani guardano al cielo con preoccupazione, mentre l’umidità penetra nelle ossa e si mischia al senso di impotenza e terrore.

Che ne sarà di quelle frazioni ancora senza acqua e senza luce elettrica? Come si difenderanno se la Natura nuovamente presenterà il conto a una gestione scellerata del territorio? Queste le domande che rimangono mute negli occhi di chi guarda quelle nuvole. Piccoli fiumi e torrenti spesso in secca nei mesi estivi sono i nostri odierni incubi.

Forza Campi e W i campigiani

Eppure la vita va avanti, o almeno ci prova. I campigiani sono gente tosta, non si arrende, non si lascia vincere, ma la paura è palpabile.

E intanto, si guarda il cielo e si attende la benevolenza della Provvidenza, perché certo, degli uomini, di quelli che fanno passerelle per poi tornare al calduccio delle proprie abitazioni sicure, non ci si può proprio fidare.

E intanto, si aspetta … la pioggia.

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