Bollo auto, Patto per il Nord: meno tasse sì, ma no al centralismo

Bollo auto, Patto per il Nord: meno tasse sì, ma no al centralismo

Bollo auto, Patto per il Nord: “Il Governo taglia la tassa, ma decide ancora tutto Roma”
 
Patto per il Nord ha sempre sostenuto la riduzione della pressione fiscale. Per questo non saremo certo noi a lamentarci se milioni di cittadini nel 2027 potranno risparmiare il bollo sulla propria automobile o motocicletta.
 
Ma una cosa è ridurre le tasse. Un’altra è raccontare una misura temporanea e selettiva come se fosse stata definitivamente cancellata un’imposta.
 
Il provvedimento approvato dal Governo prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo per un solo veicolo per contribuente: per le automobili il limite è fissato a 80 kW, circa 109 cavalli, mentre sono interessati anche motocicli e ciclomotori.
 
Il punto che dovrebbe interessare particolarmente chi, come noi, crede nel federalismo fiscale è però un altro.
 
Il bollo automobilistico è un tributo regionale.
 
Ancora una volta assistiamo al solito meccanismo centralista italiano: Roma decide, le Regioni subiscono la decisione e poi Roma trasferisce loro le risorse per compensarla.
 
Il Governo ha infatti previsto circa 2,3 miliardi di euro per compensare Regioni e Province autonome del mancato gettito.
 
È precisamente questa impostazione che contestiamo.
 
Se vogliamo costruire uno Stato realmente federale, dobbiamo superare il sistema nel quale le entrate vengono continuamente decise, modificate e compensate dal centro.
 
Chi amministra un territorio deve poter disporre di una reale autonomia fiscale. Chi decide come spendere deve assumersi anche la responsabilità di come raccogliere le risorse.
 
Questo significa federalismo fiscale: responsabilizzare i territori, avvicinare le decisioni ai cittadini e rendere finalmente trasparente il rapporto tra quanto un territorio produce, quanto versa e quanto riceve.
 
Altrimenti continuiamo con il solito circuito: lo Stato centrale decide quali entrate togliere, stabilisce quanto trasferire alle autonomie territoriali e mantiene Regioni e Comuni finanziariamente dipendenti da Roma.
 
È un modello che combattiamo da sempre.
 
C’è poi un dato molto semplice. Una misura da circa 2,3 miliardi distribuita su circa 14,5 milioni di veicoli interessati equivale, come ordine di grandezza, a circa 160 euro per veicolo nell’anno.
 
Un risparmio certamente gradito a chi ne beneficerà, ma che non rappresenta una rivoluzione fiscale e soprattutto non è una riforma federalista dello Stato.
 
La vera riforma sarebbe lasciare maggiori risorse nei territori che le producono, applicare seriamente i principi del federalismo fiscale, responsabilizzare gli amministratori regionali e ridurre l’enorme circuito di raccolta e redistribuzione delle risorse attraverso lo Stato centrale.
 
Per noi il principio rimane semplice:
 
meno tasse, certamente.
Ma soprattutto meno centralismo.
 
Non vogliamo Regioni costrette ad aspettare ogni volta che Roma decida prima cosa togliere e poi cosa restituire.
 
Vogliamo territori responsabili delle proprie entrate, delle proprie spese e delle proprie scelte.
 
Questo sarebbe un vero cambiamento.
 
Segreteria Patto per il Nord – Toscana

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