Accise e referendum le menzogne che fan farina
Il quesito sulla scheda referendaria è “ Approvate il testo della legge di revisione degli artt.87 decimo comma 102, primo comma,104,105,106 terzo comma,107,primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “ Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”
Lessico iniziatico incomprensibile ai più, prova della sudditanza del sistema alla grammatica dei burosauri, sacerdoti della democrazia apparente
Il labirinto di numeri, commi, richiami, istituzioni, lemmi criptici, rappresenta l’emblema di un ordinamento che denuncia troppe falle nei suoi meccanismi di partecipazione sino a divenire pseudodemocrazia zoppa, per pochi.
Falsificazioni, apparenze e sostanza per molti aspetti ricalcano le orme degli assolutismi esercitati da chi possiede le giuste formule per l’esercizio del dispotismo dissimulato.
I sacerdoti dei Maya al corrente dei meccanismi astrali governavano su masse ignare e incapaci di capire e che smarrite si affidavano ai quei dominatori sanguinari, travestiti da depositari del bene, del giusto, dei poteri assoluti del mistero esoterico.
Mutatis mutandis il sistema si replica secondo il principio di Giambattista Vico del vortice ripetitivo degli accadimenti umani
Nel ciclo storico una casta tratteggia il perimetro dei principi non negoziabili e ne diventa spacciatrice in regime di monopolio
Sequestra le coordinate del sistema, si allea con chi possiede l’arma onnipotente del denaro. Recluta truppe di terra per il governo quotidiano delle masse inconsapevoli, sottomesse, illuse dell’esercizio di una libertà che in realtà si riduce alla scelta della mano con la quale serrare i ceppi: o destra o sinistra
I comandi generali delle truppe al fronte hanno combattuto questa inutile pseudoguerra referendaria con modi, sistemi, argomenti di rara bassezza e rozzi nel contenuto e nei modi.
La domanda è se si tratti di ignoranza o malafede. Oppure se le due ipotesi si miscelino.
Stessa domanda si dovrebbe porre sul tema assai più concreto che si abbatte in corpore vili e incredibilmente non provoca neppure un gazebo di protesta.
È l’aumento delle accise sui carburanti, aumento che ha due cause.
L’incremento sulle accise del gasolio chiesto dall’UE e quello derivante dall’aumento del prezzo della materia prima grazie alle iniziative belliche in Medio Oriente e alle speculazioni connesse
Sulla prima delle cause il governo dovrebbe disattendere la direttiva per la buonissima ragione della spinta inflattiva connessa anzichè ripararsi dietro a ‘ce lo chiede l’Europa’ ritornello
emblematico della inadeguatezza della classe governante.
Sulla seconda avrebbe potuto sterilizzare gli aumenti non attivandoli.
Per il vero aveva la possibilità di abolire TUTTE le accise e l’IVA connessa senza scalfire l’economia reale del paese. Anzi rafforzandola
Il dato che accomuna referendum e crisi energetica è il mendacio totale che avvolge i due temi e l’inerzia credulona delle persone.
Sul referendum si è cennato. Sulla crisi energetica e il mancato azzeramento dei tributi in uno con il ritocco prendingiro a tempo è che non ci sarebbero le risorse. Se si fanno parlare i numeri questa più che una menzogna è una informazione FALSA. Prova provata che il complesso al vertice dell’organizzazione sociale non risponde agli stimoli della verità e dell’interesse nazionale.
Numeri alla mano la realtà dice che le accise sui carburanti danno allo Stato 25/26 miliardi di euro annui. L’Iva relativa 5/6miliardi di euro
Lo Stato ha in cassa una liquidità immediata o mobilitabile in tempi rapidi di almeno € 60 miliardi ampliabili a € 120 miliardi.
Massa nummaria largamente esuberante per fronteggiare ogni evenienza derivata dalla rinuncia al gettito da carburanti. Comunque ha a disposizione la terza riserva aurea del mondo, non spendibile ma impiegabile in garanzia.
Qui e ora il paese è dotato di tutti gli elementi per avviare un ciclo virtuoso di rilancio dell’economia reale e di decompressione del sistema impositivo diretto e indiretto.
Soltanto se governasse una classe dirigente anche soltanto di calibro appena sufficiente e i diritti e il benessere dei cittadini fossero al centro dell’azione e non i sacerdoti-padroni della sintassi del totalitarismo postdemocratico.
Non trionferebbe la falsa rappresentazione nè la menzogna
Menzogna che gode di libera circolazione se i media non si fanno scrupolo di riferire che la riduzione temporanea del carico fiscale sui carburanti comporta una spesa di € 550 miliardi quando numeri alla mano non la spesa ma il mancato maggior introito sarebbe ridotto al massimo di € 50milioni.
Se i mercanti fossero fuori dal tempio, l’economia italiana – quella vera – farebbe un salto in avanti da capogiro e così le entrate dello Stato
Ma quelle derivanti da introiti positivi e dallo sviluppo, non quelli causati da compressione autoritaria e dalla sottomissione alle speculazioni.
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