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Home Politica

Giustizia e politica: tra separazione delle carriere e rischio di derive ideologiche

di Filippo Confalonieri
21 Febbraio 2026
In Politica
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Giustizia: se non ora, quando?

Legal con cept

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Giustizia e politica: tra separazione delle carriere e rischio di derive ideologiche

La sinistra non cambia mai deve sempre insegnarci come comportarci cosa pensare come votare come se i cittadini fossero un gruppo di alunni da indottrinare da “guidare saggiamente” secondo il loro modo di vedere le cose.

Questo sommato alla arroganza ed il disprezzo per chi non la pensa come loro e conseguentemente e’ epitetato come fascista e’ l’epilogo naturale di un percorso basato sulla falsita’ che un tempo era almeno ideologica oggi e’ solo di convenienza spiccia

Sto pensando a come un tema come la giustizia in questo Paese dopo Tangentopoli che ha spazzato via in tre anni 45 anni di storia del Paese ed anche i casi Palamara ed Amara che hanno fatto comprendere come “GIUSTIZIA” sia una parola difficile per certi versi impossibile da pronunciare con disinvoltura in tutte le epoche.

L’evoluziome sociale ha imposto alle civilta’ piu’ avanzate la codificazione della Legge e delle sue specializzazioni e se i Romani ne hanno raccolto e tracciato le fondamenta, avendo per primi compreso che in uno Stato tra i piu’ grandi mai esistiti, il.rispetto delle regole la loro chiarezza e conoscenza erano ineludibili per la tenuta stessa delle Isrituzioni. Dal diritto Romano l’evoluzione ha creato tutte le branche del diritto sempre piu’ specialistiche e tecniche perche’ legate alla evoluzione sociale , tecnica e culturale. Il diritto anglosassone in questa evoluzione ha forse raggiunto una forma se vogliamo meno ricercata ma sicuramente piu’ pratica e moderna forse e dico forse piu’ adatta ai tempi attuali

Non essendo un giurista ma come tutti una persona che con il diritto la giustizia i processi le cause ha a che fare e convive da almeno 20 anni debbo dire che specialmente nella parte del diritto che analizza e sancisce le azioni illegali di risvolto piu’ grave e quindi penali perche’ la loro conseguenza comporta non solo una irregolarita’ma una necessaria pena commisurata alla gravita’ del delitto commesso ebbene nella branca del diritto penale la figura del Pubblico ministero del Giudice delle indagini preliminari e del Giudice sono figure e ruoli tra loro molto differenti e per certi versi dissonanti e sicuramente per ufficio aventi scopi e finalita’ per fortuna non collimanti. Nel “common law” la pubblica accusa e’ retta da un Ufficio del Procuratore generale che ha degli avvocati, solitamente molto brillanti, che operano per sostenere la Pubblica accusa e mai nella loro carriera potranno divenire Giudici ma per farlo dopo essersi dimessi debbono o dovrebbero iniziare un altro tipo di iter di per se completamente slegato dalla professione di Pubblica accusa, in quanto quel ruolo non e’ equiparato a quello del.Giudice poiche’ la.pubblica accusa semplicemente e’ l’avvocato penalista dello Stato che si confronta con il collega della difesa di parte , il processo viene poi “giudicato” nella analisi delle prove e delle arringhe dal Giudice e da una parte di Giuria popolare che spesso ha il potere di assolvere o meno l’imputato.

Da noi no e’ tutto differente Giudici procuratori sono tutti magistrati e seguono carriere che spesso si sviluppano ricoprendo piu’ruoli procuratore aggiunto o procuratore poi GIP e poi Giudice , nel penale, mentre nel civile per certi versi le sovrapposizioni sono meno incompatibili. Ieri a Fiesole ridente cittadina sopra Firenze ho asistito ad un dibattito su questo tema presenti tra gli altri Di Pietro e Zaccaria , si l’ex Presidente della RAI, a moderare niente di meno che Cesara Buonamici, che dire alto livello si poteva supporre

Gli altri partecipanti due magistrati Salvato per il si e Salvi per il no molto tecnici e preparati e poi lui il Montanari si quello della polemica sul.museo di Doccia , che stava per far fallire, l’amico di Franceschini che di lavoro , oltre che il.passionario della sinistra, farebbe l’esperto nonche’ professore di Storia dell’arte. In un dibattito tecnico con professionisti del diritto ed un tema di cosi’ importante e stringente pertinenza si e’voluto insinuare l’agitatore di masse il finto esperto colui che ex cathedra, cosa che la.sinistra adora fare, arringando la platea, volutamente di parte, ha attaccato per due ore il Governo con tutto.il repertorio che da report alle simpatiche interviste della Annunziata, ci siamo sorbiti e ci sorbiamo da anni. Con tutti i riferimenti all’antifascismo alla violazione della liberta’ presunta alla critica politica di una legge che, approvata dalle Camere, .ovviamente e’ una scelta politica ma che il referendum proprio.per esercitare democraticamente la sua funzione di tutela democratica ha facolta’ di abrogare o comfermare. Ebbene al di la’ del bel dibattito e della chiarezza di eloquio dell’On Di Pietro che dire o no il ruolo del.PM credo ben lo.conosca e dei tecnici presenti tutto grazie al Fazioso Zaccaria pervaso da una tronfia sicumera densamente radical chic e l’insulso e tronfio non da.meno Tomaso Montanari si e’ trasformato in un comizio anti Meloni come la Flottilla e le.rivendicazioni su Gaza tutti espedienti tutti mezzucci per assimilare genocidi stragi all’azione di un Governo che con quegli argomenti non ha attinenza, non entrare nel.merito volutamente per non ammettere che il sistema Palamara senza il.sorteggio potrebbe e potra’ ripetersi mandare questo giudice invece di quello o.peggio.scegliere nome e cognome di chi deve giudicare porta ai casi Tortora, Berlusconi,Renzi per citarne solo alcuni porta ad usare la Giustizia a scopi personali ad agire.dopo.l’urna a cambiare con la.forza la decisione del Popolo e influenzarne l’opinione. Oggi Palamera forse pentito o conscio del.male che ha fatto all’Italia lui con i suoi colleghi vota Si al referendum perche’ non si possa ripetere questo scempio.

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Tags: GIUSTIZIAIN EVIDENZAREFERENDUMSeparazione delle carriere dei magistratoSINISTRA
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