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Il caso di Aurora Livoli e la sicurezza nel nostro paese

di Alessandro Scipioni
9 Gennaio 2026
In Cronaca
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Il caso di Aurora Livoli e la sicurezza nel nostro paese
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Il Caso di Aurora Livoli e la Sicurezza nel Nostro Paese

​L’ultimo, straziante tassello di una realtà che non possiamo più ignorare è l’omicidio di Aurora Livoli, 19 anni. Le recenti confessioni di Valdez Velazco, il cittadino peruviano arrestato, delineano un quadro di una banalità del male sconcertante: “Mi ha chiesto una sigaretta. Pensavo dormisse”, ha dichiarato l’uomo, descrivendo il momento in cui ha tolto la vita a una ragazza che aveva tutto il diritto di essere protetta dal proprio Stato.

​Questo evento riapre una ferita profonda e ci costringe a guardare in faccia una realtà spesso edulcorata. Le vite delle nostre donne sono importanti, eppure sembrano pesare meno del “mito progressista” di una società armoniosa a tutti i costi.

​Oltre il pregiudizio: una questione di controlli

​Non si tratta di sostenere l’esistenza di “razze criminali” – che la scienza e la logica smentiscono – ma di riconoscere la responsabilità degli individui e, soprattutto, dello Stato. L’ammissione in Italia di centinaia di migliaia di persone senza i dovuti controlli, e la loro permanenza sul territorio nonostante la commissione di reati, è un fallimento sociale. Come evidenziato da Francesca Totolo nel suo libro Le vite delle donne contano, esiste una tendenza a minimizzare i rischi legati a una gestione fuori controllo dell’immigrazione.

​Una scia di sangue che non possiamo dimenticare

​Il caso di Aurora è solo la punta dell’iceberg. Non possiamo dimenticare:

Pamela Mastropietro: Vittima di uno degli atti di violenza più barbari e feroci della storia recente, una giovane vita spezzata mentre cercava di ricostruirsi un futuro.

​Desirée Mariottini: Un omicidio inquietante avvolto da una sorta di “cappa di disinformazione”, dove la giustizia sembra faticare a dare risposte definitive e proporzionate all’orrore subito.

​Il dovere della scelta

​Il “buonismo” verso le presenze illecite e violente rischia di trasformarsi in complicità. È un nostro dovere prendere coscienza di questa situazione pericolosa. Dobbiamo scegliere: vogliamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi o vogliamo proteggere le nostre figlie, sorelle e madri?

​Prendere atto della realtà non è odio, è difesa della legalità. È necessario chiudere con ogni tolleranza ingiustificata ed espellere senza possibilità di rientro chi entra illegalmente e chi commette reati violenti. La sicurezza del territorio deve tornare a essere la priorità assoluta.

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Tags: CLANDESTINIDesirèe MariottiniFEMMINICIDIOPAMELA MASTROPIETROPRIMO PIANOSICUREZZASTUPRO
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