Alla canna del Diesel

Articolo di Luca Anedda

La situazione è nota; dopo la volontaria chiusura delle forniture russe di petrolio, e dopo la perdita di milioni di barili che transitavano da Hormuz e da Bab El- Mandeb, L’Europa si sta confrontando con una crisi energetica senza precedenti.

Anche gli USA che pure sono grandi produttori ed esportatori di petrolio, si stanno confrontando con una abnorme crescita dei prezzi del carburante ed in particolare del Diesel. In California ha raggiunto gli 8,38 dollari a gallone ed i distributori si domandano come faranno ad indicare il prezzo alla pompa se dovesse superare i 9,99 dollari, poiché gli indicatori digitali non sono tarati per cifre superiori ( l’ultimo dei problemi per il ” consumatore disperato”).

Il G7 di emergenza convocato da remoto, ha stabilito su richiesta americana che I Paesi europei immetteranno sul mercato 100 milioni di barili di petrolio e diesel , prelevati dalle riserve di emergenza. Il rilascio di questo quantitativo avverrà nell’ arco di 4 mesi

Lo scopo è quello di dare ossigeno al mercato e cercare di limitare la crescita forsennato dei prezzi dei prodotti petroliferi, Diesel in primis.

Va detto che il consumo medio di petrolio, al mese, europeo è di 330 milioni di barili.

100 milioni in 4 mesi sono dunque, 25 milioni in più al mese, che non appare una cifra esorbitante. Forse sufficiente a tamponare la situazione fino a Novembre, quando ci saranno le elezioni americane, ma non di più.

Il fattore che non fa intravedere la proverbiale luce in fondo al tunnel è che la questione iraniana non è affatto chiusa

Tutto indica che ci sarà un nuovo massiccio attacco da parte di Israele ed USA, nel tentativo di fare ciò che non è riuscito il 28 Febbraio scorso.

Dunque più che dei 100 milioni di barili, al G7 sarebbe stato più opportuno discutere su come arrivare ad una soluzione pacifica in Medio Oriente; anche contro la volontà di Israele

Ma questo sembra essere un tabù.

Per tutti.

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