Non è un paese per giovani

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Non è un paese per giovani

Non meraviglia per nulla che maggioranza e opposizione si accapiglino su argomenti da gossip o poco più, gonfiando a dismisura un fatto di cronaca nera senza vittime e farne una questione da prima pagina perchè è coinvolto un giornalista che come molti prima di lui, indagava sugli amici un po’ così degli altri, ritenendo invece di poter attovagliarsi e ballare il tango delle giornate romane con un arnese universalmente conosciuto come personaggio che se intravisto impone il cambio di marciapiede.

Questo fatto si incrocia con altre mirabilia che il presidentissimo mondiale squaderna in un delirio ragionato per sfuggire a schemi e regole, ma che dovrebbe indurre a cambiare marciapiede anche lui. E qui tornerebbe a bomba il cinismo consapevole del tedesco dentro e fuori, Henry Kissinger, segretario di stato americano: ‘Essere nemici degli americani può essere pericoloso, essergli amici è sicuramente mortale’.

Siamo in un teatrino, un odeon dove tutto rimbomba e lo spettacolo va avanti con i suoi pupi e i suoi pupari mentre fuori nell’agorà e nella polis si incarna una realtà che pochi hanno inquadrato, ma che si potrebbe definire come una società che si muove a vuoto su se stessa e, oltre le apparenze, è in piena carestia. Carestia di futuro. È vero le persone sono preoccupate per la miseria crescente, per la cecità delle classi dirigente, per la contrazione del welfare, per l’insicurezza che aleggia ovunque. Ma pochi, almeno mi pare, mettono il dito nel più sensibile puntum dolens.

Oggi c’è carestia di futuro perchè è stato sottratto anche il presente, luogo del tempo dove si possa immaginare il futuro

Lo schema del progetto era la devitalizzazione della società identitaria per un globalismo uniforme e spersonalizzato. Il risultato a oggi è sotto gli occhi di tutti. Ma non soltanto quello economico, con giovani che vagano da uno stage gratis, a lavoretti malpagati , a impieghi sottoretribuiti, con la consapevolezza che l’ascensore sociale è deliberatamente bloccato e ci sono soltanto due itinerari: le scale verso gli scantinati o le scalate superiori al sesto grado per tentare qualche piccolo progresso.

C’è nella società la consapevolezza della vita senza futuro, il domani è una dimensione fuori dalla realtà

Questa è la prima generazione in cui i figli stanno peggio dei padri, dove si sono infranti i capisaldi dello sviluppo. Piccolo credito, solidarietà, spirito di comunità , trionfo della fantasia, dell’intelligenza, della speranza, del sacrificio premiante. È una società che per fortuna non va all’edicola. Diversamente avrebbe letto che mentre si accorciano o si aboliscono le vacanze, si è alle prese con guai quotidiani, bollette, costi carburante, Banca Intesa San Paolo ha incrementato i suoi utili a 10 miliardi di euro circa e Enel a 7 miliardi di euro. Una finanziaria in due.

In Romania quando si avvidero che le cose andavano più o meno così spodestarono processarono e fucilarono Ceausescu in una sola giornata

Altri paesi, altri tempi, altri metodi, altre speranze.

Oggi grazie a costoro che si litigano su Lavitola e c. abbiamo una gioventù condannata a un interminabile ‘ora’ e ‘ qui’ senza aggettivi.

Una via c’è: non più valigie di cartone legate con lo spago, ma trolley e 150.000 ragazzi fra laureati e diplomati che sono emigrati in tre anni

Si esporta sapere e si immigrano in numero molto superiore persone senza conoscenze. Così succede più in fretta quanto Draghi e c. hanno programmato ( società uniforme, senza stimoli, sottopagata, ossequiente, tributaria, lontana dalla politica ) e che Meloni, Schlein e c., gli ascari dell’agenda Draghi stanno realizzando. Poi pensano di nettarsi la coscienza con gli ‘ aiutini ‘ alle start up, i progetti per i giovani e altre pillole placebo.

Ma nessuno dice che non esiste ricambio generazionale in oltre 4 milioni di piccole imprese e che i titolari ultracinquantenni sono circa il 60%, con un ecatombe di imprese da paura

L’Italia non è un paese per giovani, non ha prospettive oltre l’illic et immediate. Ecco che arrivano i ‘maranza’,lo spaccio diffuso anche fra giovani di classe media, i lai dei Vannacci di giornata i quali non capiscono che se non si mette mano ai fondamentali dell’economia e non si mandano a casa i seguaci ( tutti) dell’agenda Draghi, ancora non si è visto niente.

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