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Home RIFLESSIONE

​Il fantasma di Ross Perot e il crepuscolo della Lega: Perché Giorgia Meloni rischia tutto

di Paolo Amato
8 Gennaio 2026
In RIFLESSIONE
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meloni
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​Il fantasma di Ross Perot e il crepuscolo della Lega: Perché Giorgia Meloni rischia tutto

​La politica italiana sta entrando in una fase di fibrillazione che va ben oltre la semplice dialettica tra partiti. Al centro della tempesta c’è la Lega, un corpo politico oggi scisso tra un passato che ritorna e un futuro che spaventa, e una leadership, quella di Matteo Salvini, che appare ormai corrosa, un motore che gira per inerzia ma non produce più trazione. Se il “Capitano” ha trasformato il Carroccio in un partito nazionale per sopravvivere, oggi quel progetto sembra aver esaurito la sua spinta propulsiva, lasciando spazio a un conflitto fratricida che potrebbe far cadere il governo.

​Il Manifesto di Zaia e la Lega “di Governo”

​Con il suo recente manifesto pubblicato sul Foglio, Luca Zaia ha tracciato una rotta che è un’abiura degli ultimi tredici anni di segreteria salviniana. Zaia sogna una Lega che torni alla sua missione storica: la questione settentrionale, il federalismo e un pragmatismo liberale capace di influenzare i governi. È una proposta di nicchia ma pesante, che parla a un Nord che al sud ha sempre guardato con diffidenza e che oggi chiede meno ideologia e più efficienza.

​Tuttavia, questa “Lega del Nord 2.0” si scontra frontalmente con il fenomeno Vannacci

Il Generale, ormai stabilmente posizionato a destra di Fratelli d’Italia, non si piegherà mai a fare il coprimario in una Lega storica e territoriale. Al contempo, i militanti della “vecchia guardia” non accetteranno mai un paracadutato come loro segretario. La strada verso la scissione appare dunque tracciata.

​La trappola del “Campo Largo” di Destra

​Qui si inserisce la lucida analisi di Matteo Renzi: il rischio di una “terza forza” che, pur non potendo vincere, è programmata per far perdere. Citando il miliardario Ross Perot — che nel 1992 strappò voti decisivi a Bush Senior consegnando la Casa Bianca a Clinton — Renzi delinea lo spettro di un campo largo di destra.
​Se Vannacci dovesse staccarsi e formare una sua forza sovranista, Giorgia Meloni verrebbe messa in croce. Il Generale la colpirebbe sistematicamente sulla politica estera, l’unico terreno che finora l’ha resa solida a livello internazionale.

Contestando l’invio di armi e l’atlantismo convinto, Vannacci toglierebbe alla Premier la maggioranza proprio dove è più forte, trasformando ogni voto in Aula in un calvario parlamentare.

​Una Premier sola contro il “Deep State”

​Giorgia Meloni è una donna in gamba e riflessiva, ma si trova oggi in una solitudine pericolosa.

​L’apparato del Deep State non l’ha mai tollerata veramente.

​Il Colle non è uno sponsor garantito in caso di crisi.

​Gli intellettuali di destra sono delusi da un governo visto come troppo cauto, una copia sbiadita dell’agenda Draghi.
​Il rischio per lei è il logoramento. Mentre Vannacci rischia di fare la fine di Mario Segni — l’eterno atteso che perde l’attimo fuggente — la sua capacità di portarsi dietro deputati e senatori terrorizzati dalla mancata rielezione è concreta. Il “Centro” in Italia oggi è poca cosa, e la Meloni non può sperare di trovarvi rifugio se perde i pezzi a destra.

​Obiettivo finale: l’Ingovernabilità

​Togliere la maggioranza alla destra non serve a far vincere Elly Schlein, che non ha una coalizione omogenea per governare. Serve a creare il caos necessario per un governo tecnico o per un ritorno ai “giochetti di palazzo”.

L’obiettivo dei tifosi dell’ingovernabilità è arrivare alla scelta di un successore di Mattarella che mantenga il PD al centro del sistema, indipendentemente dal risultato elettorale

​In questo scenario, la profezia di Renzi si compie: una destra frammentata diventa incapace di governare, vittima dei suoi stessi fantasmi sovranisti. Giorgia Meloni lo sa e sta già studiando la contromossa. Ma il tempo delle attese, per lei e per la Lega, sta per scadere.

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Tags: GIORGIA MELONILEGAMATTARELLAMATTEO SALVINIPARTITO DEMOCRATICOPRIMO PIANOVANNACCI
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