Whisky a tavola: non è una forzatura, ma un’opportunità di nuove scoperte.

La scora settimana abbiamo visto che il whisky può essere bevuto durante una cena come accompagnamento al pasto. Naturalmente con gli accorgimenti e la moderazione: il whisky non può essere usato come il vino o la birra. Ne bevi mezza bottiglia e sei sotto il tavolo. Però è il giusto complemento per avere in bocca una sinfonia di aromi e di sensazioni.

Si potrebbe pensare che gli abbinamenti con questo distillato possano e debbano essere solo con cibi di spessore, con sapori forti e di sostanza grassa. Questo è vero, ma fino a un certo punto. È indubbio che un bel formaggio sia perfetto, magari pure erborinato. Ma vi stupireste a vedere come un whisky salino e fruttato si sposi bene con i frutti di mare.

Vediamo alcuni esempi: classici ma anche più intriganti e testati sul campo.

Foie gras: alimento grasso per eccellenza, che ha bisogno di essere asciugato e contrastato. Di solito viene accompagnato con un sauternes, ma dovete provarlo con un distillato dello Speyside carico di aromi fruttati. O magari anche con un irlandese come il Knappogue Castle invecchiato 12 anni, che assaggeremo nel prossimo articolo.

Frutti di mare: la letteratura vuole che si sposino bene con whiskies di media o bassa torbatura, ed in effetti l’accostamento è gradevole. A mio parere però un whisky con sfumature saline come il Glen Scotia 15 riesce a esaltare il mare.

Pesci affumicati: qui sì che abbiamo bisogno di torba. Un bel salmone affumicato (scozzese ovviamente) o anche un filetto di aringa reclamano a gran voce la torbatura. E allora ecco che la mente va nelle isole: Highland Park 12. Da provarlo anche con i crostini di fegatini, magari aggiungendolo all’impasto al posto del vinsanto.

Cacciagione: non ci resta che l’imbarazzo della scelta. La mia esperienza è stata con dei maccheroncetti al sugo di oca selvatica a cui ho messo accanto un torbato robusto come il Bunnahabain Ceòbanach (pronuncia: vunnahavn kyabinoch). Un whisky fortemente minerale e con sentori di terra e tabacco. Matrimonio spettacolare.

Questa settimana assaggiamo: Knappogue Castle 12

Fiorentino a Denominazione d'Origine Controllata (e Garantita). 44 anni, sposato, padre di una bambina e di tre cani. Laureato in Economia e Commercio, è imprenditore nel ramo calzaturiero. Adora il buon cibo, l'ottimo vino e il whisky eccezionale. Ha pubblicato un romanzo: Upgrade. Per le recensioni sempre aggiornate di whisky e vino il profilo Instagram è: nicco.wine.whisky