White lives matter

Dalla prima pagina de Il Tempo diretto da Capezzone.

Vignetta più che azzeccata

Quello che è successo a Southampton in Inghilterr non è un “semplice” errore dei c.d. tutori della legge: è esattamente il clima psicologico e antropologico che ormai si vive da molti anni in UK, visto che la politica ha voluto creare questo modello di società.

Per anni si è assistito in Inghilterra a leggi e politiche culturali a favore del becero woke, anche con la compiacenza di una magistratura che ha coperto abusi e stupri sui minori inglesi da parte degli immigrati, pardon, “inglesi” di seconda generazione

Ma ora è troppo tardi: in Inghilterra è pieno di funzionari, amministratori, Sindaci e Parlamentari extra europei (parliamo di oltre 13 milioni, ovvero il 19% della popolazione, di cui 5 milioni naturalizzati).
Non è un caso che gruppi organizzati manifestino sotto il vessillo di San Giorgio per rivendicare identità e appartenza in antitesi all’ideologia globalista.

Il video del ragazzo morto è agghiacciante: il momento in cui lo studente inglese, appena accolltellato dall’immigrato, viene ammanettato dalla polizia, perchè l’indiano che lo ha aggredito dichiara di essere stato vittima di insulti razzisti: nel filmato perde i sensi e poco dopo morirà

La Polizia ha creduto alle inesistenti accuse di razzismo che l’indiano-inglese ha detto subito alla polizia, senza accertarsi se fosse vero o meno (dal video lo si vede chiaramente).

Ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del 2 giugno, ha voluto ribadire l’ideologia immigrazionista attraverso l’uso strumentale della Storia: pur riconoscendo che vi siano “espisodi di disagio su base etnica” (riporto testualmente), ha corretto il tiro ascrivendo a tutto ciò a meri fenomeni sociali.

Ha poi detto che noi siamo il frutto dell’immigrazione, citando i Longobardi, e siamo un popolo di emigrazione, citando gli italiani nelle Americhe

Per quanto riguarda il capitolo dei Longobardi: nel periodo imperiale si è assistito alla fine sì di una stirpe (quella romana) ma non di una cultura: i regni romano – germanico hanno continuato la pietas romana sotto il profilo istituzionale e poi religioso con la Chiesa Romana, grazie appunto all’opera dei papi e dei santi predicatori, che sono riusciti laddove la Roma pagana fallì, creando la Res Publica Christiana, poi rotta con Lutero.

Per quanto riguarda l’emigrazione massiccia degli italiani ciò è ascrivibile all’indomani del neo stato risorgimentale di matrice massonica e hobbesiana, che ha ridotto letteralmente alla fame milioni di contadini che furono costretti a lasciare la patria per cercare fortuna oltreoceano, ed il trattamento riservato agli italiani di certo non fu accogliente e “buonista” come è riservato oggi da certa politica.

Quello a cui assistiamo oggi è una caccia all’uomo europeo, dove politiche e ideologie che oggi chiamiamo per comodità woke, vogliono la fine definitiva non solo di una stirpe (quel che ne rimane ovviamente) ma anche di di una cultura (sempre di quel che ne rimane…)

L’attitudine è sempre quella di chiedere scusa e perdono facendoci vergognare di un passato di cui dovremmo invece andare fieri, eccetto per il colonialismo ottocentesco, che comunque fu opera dei paesi protestanti di matrice anglosassone, non di certo della civiltà cattolica apostolica e romana.

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