Voto Sì per cambiare davvero la giustizia
di Avvocato Stefania Vettorato
Voto Sì.
Non perché mi riconosca in uno schieramento politico.
Non perché il mio obiettivo sia contrastare qualcuno.
Voto Sì perché da oltre venticinque anni frequento le aule dei tribunali e ho maturato un convincimento che nasce dall’esperienza quotidiana, non dall’ideologia
Chi lavora nel diritto sa che il sistema giustizia non è un concetto astratto: è fatto di persone, di famiglie, di imprese, di vite che restano sospese per anni. È fatto di sentenze che incidono profondamente sul futuro di qualcuno.
Ed è proprio per questo che non possiamo permetterci superficialità, approssimazioni o interpretazioni forzate.
In questi anni ho visto decisioni difficili da spiegare ai clienti
Sentenze che lasciavano spazio a perplessità evidenti. A volte per noncuranza, a volte per un eccesso di creatività interpretativa, altre volte per ragioni che è persino più doloroso ipotizzare. Non si tratta di attaccare la magistratura nel suo complesso, né di negare il valore di tanti professionisti seri e preparati che ogni giorno svolgono il loro compito con rigore.
Ma negare che esista un problema sarebbe intellettualmente disonesto.
Il punto non è “contro” qualcuno. Il punto è “per” qualcosa: per un sistema più efficiente, più responsabile, più coerente
Un sistema in cui l’errore non sia un tabù, ma un tema da affrontare con strumenti adeguati. Un sistema che dia ai cittadini maggiore fiducia e maggiore certezza.
Ai custodi più rigorosi della nostra Costituzione – che resta il pilastro irrinunciabile dei nostri diritti e doveri – vorrei dire che difendere i principi non significa cristallizzarli.
Le Costituzioni vivono se sanno dialogare con il tempo. I contesti cambiano, la società evolve, le esigenze dei cittadini mutano. Adeguarsi non significa tradire, significa rendere attuali quei principi.
Un cambiamento drastico può spaventare
Ma l’immobilismo, quando i problemi sono evidenti, è spesso più pericoloso del coraggio di riformare. Chi, come me, vive ogni giorno la realtà giudiziaria sa che intervenire non è più rinviabile.
Il mio Sì non nasce dall’appartenenza, ma dall’esperienza.
Non è un voto ideologico, è un voto professionale e civile
È la scelta di chi crede che la giustizia, per essere davvero tale, debba avere il coraggio di migliorarsi.
