Vannacci è sicuramente un personaggio divisivo. Ed è sicuramente un personaggio che fa paura; ma a chi? A chi ha qualcosa da nascondere o a chi a qualcosa da perdere. A me onestamente non fa per niente paura. Anzi, ogni volta che parla sento sempre parole che esprimono concetti di una logica e di una linearità talmente nette da risultare inattaccabili. A patto, però, che uno ASCOLTI le sue parole, e non si limiti a LEGGERE i titoli fuorvianti degli organi di stampa.
Leggere: il femminicidio non esiste, è una distorsione sistematica della realtà. È un voler estrapolare un concetto che il Generale non ha espresso, tentando di indottrinare le persone. Cosa in cui, la sinistra, è peraltro bravissima.
Io che sono uno che adora farmi un’idea personale andando ad ascoltare tutto un concetto, ho cercato il video della frase incriminata. E lo riporto fedelmente, testuale e visivo con un link. (il video)
“Gli uomini e le donne sono uguali. E quindi non c’è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri. E quindi devono essere soggetti alle stesse norme e alle stesse regole: che non esiste il femminicidio: perché un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce. Questa è la vera parità di genere.”
Parità di genere solo quando fa comodo
Ho sempre sostenuto che l’omicidio è già sufficientemente, se non abbondantemente normato dalle nostre leggi senza sentire il bisogno di crearne di nuove. Omicidio è omicidio. Punto e basta. Se uccidi una donna, un uomo, un nero, un buddista, sei un assassino, e come tale devi essere punito. Non si può e non si deve discriminare una pena a seconda della vittima. Cosa che è appena successa nella democratica Inghilterra dove per convenienza woke è stato creduto a un indiano invece che a un britannico. Che poi è morto. Ops… Andate a ricercare le notizie sul povero Henry Novak.
Stessa castroneria di aver inventato l’istituto dell’omicidio stradale. È sempre un omicidio. Con tutte le aggravanti del caso.
Non importa creare nuove leggi. Basterebbe far rispettare quelle attuali che sono totalmente sufficienti e tutelanti.
Sui bambini no. I reati commessi sui bambini devono essere puniti in maniera definitiva. E non posso accettare che i due mostri che hanno ucciso la piccola Beatrice a Bordighera, dopo averla seviziata e torturata, vengano messi in galera in isolamento per proteggere la loro incolumità dagli altri detenuti. No, signori cari. Dovete stare nel carcere comune, dove vige la legge della giungla. Dove comunque c’è un codice morale. Se poi ci sono delle conseguenze, beh… ce ne faremo una ragione.
Italia agli italiani
Poi, i nostri (miei sempre meno) amici di sinistra mi devono spiegare perché si può dire Cuba ai cubani, Venezuela ai venezuelani, Palestina ai palestinesi (senza peraltro sapere molto di geografia e storia, ma non voglio andare oltre), il Generale Vannacci, e con lui molti compatrioti, non possono dire Italia agli italiani, senza essere tacciati di razzismo. Anche questa mi pare una bella discriminazione.
Un ultimo pensiero – così almeno mi levo tutti i sassolini dalle scarpe – va all’Irlanda del Nord. Dove non arrivano le leggi sempre più progressiste nella loro applicazione, hanno cominciato ad arrivare i cittadini. Gli irlandesi si sono dimostrati un popolo. Fiero, a petto in fuori e a testa alta. Gli italiani riusciranno a ritrovarsi?
