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Home Firenze

Vannacci a Gavinana: la sinistra si mobilita, ma il vero problema è il CPA

di Simone Margheri
15 Giugno 2026
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Vannacci a Gavinana: la sinistra si mobilita, ma il vero problema è il CPA

Giovedì 19 giugno, alle 19, Roberto Vannacci sarà in piazza Gino Bartali, a Gavinana, per quella che Futuro Nazionale definisce una “passeggiata identitaria”. L’obiettivo dichiarato è portare l’attenzione sul CPA di via Villamagna, centro sociale autogestito che occupa da decenni uno spazio pubblico sottratto alla collettività — senza che nessuna giunta, di centrosinistra in centrosinistra, abbia mai trovato il coraggio di affrontare la questione.

La reazione è puntuale come un orologio svizzero: l’ANPI ha convocato un presidio intitolato “Gavinana è partigiana”, e già si annunciano cortei, striscioni, appelli alla memoria resistenziale. Lo schema è sempre lo stesso: qualunque voce fuori dal coro che osi mettere piede in questa città viene accolta con la solita liturgia antifascista, indipendentemente da ciò che viene detto o chiesto.

Futuro Nazionale ha raccolto in questi mesi preoccupazioni molto concrete dai cittadini: più sicurezza, più decoro, più attenzione alle periferie. Gavinana non è un quartiere ostile né una trincea ideologica: è un quartiere normale, con famiglie normali, che chiedono risposte normali. Il CPA è lì da decenni, in un immobile che non appartiene a chi lo occupa, a pochi passi dal Memoriale delle Deportazioni — dettaglio che la sinistra agita strumentalmente, dimenticando che la legalità non è di destra né di sinistra.

La sindaca Funaro ha già definito “provocazione” la semplice presenza di esponenti di Futuro Nazionale nei quartieri. Singolare: per l’amministrazione comunale, fare politica sul territorio — uscire dai palazzi, camminare tra i cittadini, chiedere lo sgombero di uno spazio occupato abusivamente — sarebbe una provocazione

Evidentemente, dopo anni di gestione del consenso attraverso cooperative, centri sociali e reti clientelari, l’idea che qualcuno arrivi a disturbare l’equilibrio dà fastidio.

Ma Vannacci preoccupa anche perchè parte degli elettori del campolargo potrebbero esserne affascinati. C’è, infatti chi ha capito tardi ciò che i sondaggi dicevano da mesi: Futuro Nazionale pesca voti tra gli stessi elettori del M5S. Anche Marco Travaglio ha dovuto prenderne atto, e puntualmente è scattata l’operazione nel suo tipico stile — insulti, sfottò e diffamazione a tenaglia.

Ma se il Movimento cinque stelle vuole evitare di essere divorato dal generale come la Lega di Salvini, le manganellate del direttore del Fatto non basteranno

Quando un partito investe tutto nel putinismo e nell’odio verso l’Europa, e arriva qualcuno ancora più putiniano e anti-UE, il bacino residuo si restringe ai percettori di reddito di cittadinanza. Il problema di Conte non è Vannacci: è che Vannacci esiste.

C’è una, poi curiosa assonanza politica che vale la pena notare, in salsa Fiorentina anche senza farne più di quello che è.

Vannacci e Renzi operano su sponde opposte, ma condividono una logica simile: entrambi hanno costruito il loro spazio differenziandosi dall’offerta dominante del proprio schieramento, erodendo consensi dal centro della coalizione per spostarli verso la propria creatura.

Renzi ha lavorato per anni a sgretolare il PD da dentro; Vannacci fa lo stesso con il centrodestra, partendo dall’area che Salvini aveva presidiato e che oggi appare sguarnita

Due strategie speculari, due leader che hanno capito che in politica il monopolio non esiste e che i voti si trovano dove nessuno va a cercarli.

Il Foglio aveva avanzato qualche mese fa l’ipotesi che i due condividessero, consciamente o meno, una certa visione su come si destabilizza una coalizione avversaria. Possibile. Ma forse è sufficiente osservare che due politici abili, in contesti diversi, abbiano raggiunto la stessa conclusione in modo del tutto indipendente.

Non serve un filo diretto per spiegare ciò che la logica del consenso spiega da sola

Il 19 giugno si vedrà chi parla alla città e chi parla a sé stesso. Certamente chi crede di poter disinnescare il fenomeno Vannacci con la contrapposizione ideologica sicuramente rischia di scivolare su una banana mediatica come la Gruber che non solo non è riuscita a far contraddire chi della coerenza e semplicità l’idea ha fatto un metodo e stile di vita ma anzi ne ha fatto un gigante comunicativo arrivato a fare irritare la regina dell’7 pd sul suo stesso terreno.

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Tags: CENTRO SOCIALECOMUNISTICpaIN EVIDENZAVANNACCI
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