Vance stretto e la guerra che mette alla prova la sua corsa al 2028
Il Vicepresidente J.D. Vance si trova ad affrontare una prima prova della sua credibilità in vista delle elezioni del 2028 a causa della guerra con l’Iran
Il Vicepresidente sta cercando di destreggiarsi tra la necessità di difendere un amministrazione impegnata in azioni militari all’estero e, al contempo, di conquistare il consenso di una base elettorale da tempo scettico verso coinvolgimenti militari all’estero
Pubblicamente Vance si è mosso rapidamente per mostrare unità con il Presidente Donald Trump, assumendo un ruolo pubblico di rilievo ed evitando accuratamente qualsiasi accenno di disaccordo interno.
In pubblico Vance ha difeso l’approccio dell’amministrazione e ha respinto con fermezza le insinuazioni secondo cui il suo scetticismo nei confronti i azioni militari all’estero lo metterebbe in contrasto con il Presidente
Considerato una delle voci più autorevoli dell’ala più scettica e non interventista del Partito Repubblicano, J.D. Vance ora difende un amministrazione disposta a usare la forza all’estero.
Questo comporta grossi rischi politici ma che al contempo potrebbe rafforzare la sua posizione all’interno della cerchia ristretta del Presidente.
Questo momento riflette un dibattito più ampio all’interno della coalizione di Trump.
Un tema centrale dell’ascesa di Trump è stata l’opposizione alle “guerre infinite” e la promessa di evitare il tipo di conflitti prolungati in Medio Oriente che hanno caratterizzato le precedenti amministrazioni repubblicane
J.D. Vance, durante la campagna elettorale del 2024, aveva messo in guardia contro un conflitto più ampio con l’Iran.
“Il nostro interesse, credo, è soprattutto quello di non entrare in guerra con l’Iran”.
Allo stesso tempo, ha lasciato aperta la possibilità di un intervento militare a determinate condizioni.
In un intervista del 16 luglio 2024 con Sean Hannity, Vance ha affermato che se gli Stati Uniti dovessero colpire l’Iran, dovrebbero farlo in modo deciso
Più recentemente, intervenendo alla Conferenza dei leader di Monaco lo scorso maggio, Vance ha sottolineato che impedire all’Iran di acquisire un arma nucleare rimaneva una priorità non negoziabile per l’amministrazione, anche se l’escalation militare restava l’ultima opzione.
Questo mette decisamente Vance alle strette e credo che ciò non faccia altro che creare problemi al Vicepresidente in vista di una sua candidatura alla Casa Bianca nel 2028.
Al di là delle affermazioni pubbliche di sostegno al Presidente, e non può fare altrimenti, il Vicepresidente vede con molto scetticismo questa guerra contro l’Iran
Non vorrei sbagliarmi, ma Vance si trova piu’ o meno nella stessa situazione in cui si trovo’ Colin Powell alla vigilia della guerra in Iraq.
In privato era contrario alla guerra ma in pubblico e da Segretario di Stato non poteva che sostenere l’invasione
Ma Powell pero’ non doveva candidarsi alle elezioni presidenziali.
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