Un’informazione che disinforma

libertà di stampa

Un’informazione che disinforma

C’è sicuramente nella nostra informazione, nel suo complesso intendo, qualcosa che non va. Qualcosa che non va, lo dico col più profondo rammarico, perché vuol dire che sono messe in discussione le libertà di tutti. L’informazione libera e pluralista è una garanzia essenziale in democrazia.

Il mondo cambia

Il mondo sta cambiando. L’egemonia occidentale del mondo è ormai messa in discussione. I BRICS stanno puntando a ridiscutere il dollaro quale moneta standard delle transazioni internazionali.

Siamo davanti ad una rivoluzione epocale, molto più radicale di Bretton Woods . Sì perché quando la moneta di scambio internazionale non fu più la sterlina, ma il dollaro, il ribaltamento fu interno al mondo anglosassone, per la precisione, ma sicuramente al mondo occidentale per molti aspetti.

Questa volta si ridiscute la moneta di scambio internazionale, cioè chi tiene il banco del grande gioco degli scambi commerciali mondiali, non più partendo dall’Occidente. È tutto il mondo in parte di derivazione occidentale, ma in larga parte che fa capo ad altre culture, che ne rimette in discussione gli equilibri di forza.

L’Occidente non è più padrone

l’Occidente non è più il padrone del mondo. È finito il tempo dell’egemonia americana. Ed è impensabile che la Cina si schieri in favore della preservazione della supremazia degli Stati Uniti. Come è finito il tempo dell’Europa. Almeno per la visione di questi paesi.

Dobbiamo abituarci ad un mondo multipolare. Ovvio la Cina non vorrà una Russia troppo forte, ma nei BRICS di oggi la Cina ha il ruolo sicuramente più autorevole.

Il mondo sta cambiando, e lo sta facendo molto velocemente. Anzi potremmo arrivare a dire, per essere intellettualmente corretti, che il mondo è già cambiato e ne stiamo solo prendendo atto.

Però la stampa è scorretta

La maggior parte la stampa però non dà una corretta informazione. Parla della crisi finanziaria cinese, ma non parla dell’Occidente che ormai è un gigante che poggia su piedi di cristallo. Le nostre basi non sono solide. Le nostra economia non è reale ma virtuale.

La stampa ha parlato per mesi delle grandi capacità militari ucraine, mentre adesso è palese a tutto il mondo che ci troviamo davanti ad un regime emesso peggio di quello del Vietnam del Sud.

Ora Biden è indeciso sul momento giusto per scaricare Zelensky. Per quanto tempo continuare ad investire, per non dover pagare pegno alle prossime elezioni presidenziali di un’altra debacle dopo l’Afghanistan.

C’è un’informazione costantemente unidirezionale, salvo per poche lodevoli eccezioni. Il grosso dei media è allineato. E quando deve ritrattare, di fronte a evidenti errori, si discredita ancora di più.

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