Ucraina, le prospettive di un’Unione che ha dimenticato se stessa ​

GUERRA

Ucraina, le prospettive di un’Unione che ha dimenticato se stessa

​La guerra di logoramento che infiamma l’Ucraina non sta soltanto ridisegnando i confini fisici di un teatro bellico, ma sta operando una profonda lacerazione nel tessuto economico e sociale del Vecchio Continente. A oltre due anni dall’inizio delle ostilità, è lecito, ed è ormai urgente, porsi una domanda che la prudenza diplomatica ha finora oscurato: questa guerra ci conviene?

​Il sostegno incondizionato alla linea del conflitto, spesso declinato attraverso la retorica della difesa dei valori, nasconde una realtà ben più pragmatica e dolorosa

L’Europa si ritrova a combattere una partita che logora le sue fondamenta, sacrificando la propria stabilità economica sull’altare di una visione che appare sempre più distante dagli interessi concreti dei cittadini.

​L’importanza di una relazione strategica con la Russia, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico e il reperimento delle materie prime, non può essere derubricata a mero dettaglio tecnico.

​L’interruzione brutale di quei canali ha esposto le industrie e le famiglie europee a una fragilità senza precedenti

La realtà storica, geografica e culturale suggerisce che l’Europa non possa prescindere da un’intesa con i propri vicini orientali, quei “fratelli di sangue” con i quali, in tempi non sospetti, si costruivano ponti e non trincee.

​Sorge spontaneo chiedersi se l’Europa che stiamo difendendo sia davvero quella dei nostri padri o se stiamo contribuendo a imporre un modello antitetico a quella Europa storica, alle radici comuni che avrebbero dovuto orientare un destino collettivo. Un progetto che ha bisogno di essere imposto con tale durezza rischia di erodere il consenso e di isolare l’Unione stessa.

​L’Europa non può continuare a ignorare i propri interessi fondamentali. Un altro inverno di sacrifici, di carestie energetiche e di stagnazione economica risulterà insostenibile

È giunto il momento di ritrovare la lucidità necessaria per comprendere che la pace, e non la prosecuzione di un conflitto infinito, è l’unico vero interesse europeo.

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