Tre foto: una perversione, una blasfemia, un’ammirazione condivisa

Tre mini riassunti di questa mia annotazione controcorrente - per usare un eufemismo

dittatura

Che la perversione sia con voi

In nome della Madre, della Figlia e della Santa Isteria.

Purtroppo, il titolo non è farina del mio sacco. Troppo arguto per me. Ma essendo di un mio amico lo rubo e lo utilizzo. È di Alain de Benoist in “La nuova censura. Contro il politicamente corretto”, Edizioni Diana, maggio 2021).

“Ehilà! Fluttuant*, indecis*, gassos*, variabil*, mutevol*, titubant*, volubil*: benvenuti a bordo”. E che non scappi un buongiorno o una buona giornata, che sarebbero cazzi! Meglio un generico ed includente: “Minchia, quanti siete”.

Primi licenziamenti di elettricisti energumeni che in una intercettazione ambientale decisa dalla squadra operativa dell’Inclusiv Act, è stato registrato un deprecabile linguaggio discriminatorio del tipo “infila il maschio nella femmina”. Meglio la presa 1 nella presa 2: la presa per il culo sarebbe politicamente scorretta e perseguibile.

Freud aveva capito tutto

Secondo me, quel volpone di Freud la sapeva lunga. Ha buttato lì, cent’anni fa, quell’invidia del pene come fosse un uccello da richiamo. Ogni allusione di carattere libidinoso è respinta dallo Scrivente e ricade sul perfido interprete. E poi, magari da una realtà separata, si starà godendo le conseguenze della sua provocazione/intuizione.

Perché solo con un’interpretazione sessual-psicoinconscia si può decodificare l’atmosfera moralista simil-calvinista imperante.

Da un lato, ogni attenzione insistente ad un culo o ad un paio di tette, la minima strizzatina d’occhio, un fischio sommesso al passaggio di una stangona diventa passibile di azione penale. Di nuovo, con Freud e l’ornitologia il termine non c’entra. Dall’altro, invece, si rivendica ogni castroneria libertaria e trasgressiva.

A posteriori, penso che Freud sia stato in qualche modo colluso con il marketing dei sex shop. Perché un dubbio è lecito vista la situazione attuale: le donne non la danno e gli uomini sono castrati psicologicamente. Le prime si attrezzano con i sex toy magari a batteria (per inciso l’Austria, il paese di Freud, è al primo posto per i prezzi e la vendita degli arnesi orgasmici). I secondi con le bambole gonfiabili magari parlanti (avvertenza: non fumare per darsi un tono, rischio frustrazione).

È il nuovo che avanza: la seduzione prevede un documento in duplice copia di accettazione e venti pagine di allegati. La reciprocità rischiosa è sostituita dalla soddisfazione onanistica. Il genitale è stato sostituito dalla plastica meccanizzata.

Ormai, di femminile è rimasta solo l’Inquisizione. Ed è bene che resti di quel genere per confermare l’idea, perché anche la persecuzione è tutta sua.

Per altro, sono d’accordo con la Lufthansa: è giusto abolire i termini “signori” e “signore”, non per rispetto del gender, ma perché includono una personalità ed uno stile che sono qualità sempre più rare nella bolsa e sconcia modernità.

di Prof. Adriano Segatori

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