“Il comune di Firenze non può dare il proprio patrocinio ad iniziative in cui la bestemmia, l’offesa e l’insulto a chiunque la pensi diversamente sono i padroni di casa. Questa non è questione di libertà di pensiero o di orientamento religioso, ma una vera e propria mancanza di rispetto per tutti quei toscani che non si riconoscono nelle bestemmie e nelle volgarità ostentate oggi in piazza a Pisa che, con buona pace di Nardella e della giunta fiorentina sono ancora la maggioranza in Toscana, in Italia e nel mondo”, così commenta Alessandro Draghi, consigliere di Fratelli d’Italia, il Toscana Pride appena conclusosi a Pisa.
 
 
“Ho sempre pensato – aggiunge Draghi – e continuo a pensare che ognuno sia libero di amare chi crede e che si possa manifestare liberamente il proprio pensiero; però, quando il gonfalone della mia regione e del mio comune aprono un corteo in cui si fa a gara a chi è più volgare e più blasfemo, il problema diventa politico. Nardella e i suoi assessori hanno patrocinato una manifestazione intrisa di volgarità e di bestemmie: per questo dovrebbero chiedere scusa a tutti  cittadini che rappresentano e che amministrano”.
 

Guardo le immagini del servizio di Toscana Tv e mi chiedo: cosa c’entra l’orgoglio omosessuale con il comunismo? Perché tra i manifestanti, sempre agghindati da fenomeni da baraccone, si devono regolarmente veder sventolare le bandiere di Rifondazione Comunista?
 
 
Io la Storia la studio da trent’anni, forse non avrò cercato nei testi giusti, ma non sono mai incappato in un riferimento che colleghi il comunismo all’omofilia. L’orientamento sessuale è un fatto del tutto personale, come l’orientamento politico. Non si discute. Tra i due non c’è connessione, tuttavia. Questi post-comunisti sono talmente ridotti al lumicino, da doversi aggrappare al primo carro che passa.