Quante volte abbiamo detto o sentito questa frase? Senza peraltro farci mai troppo caso: parole in libertà. E qual’è secondo voi l’amore più puro, più forte del mondo? Per me quello fra genitori e figli.

È un amore che non conosce confini, che viene dato dalla natura, e come tutte le cose della natura, è potentissimo. E allora mi chiedo: quanto dolore deve aver sofferto una figlia per uccidere il proprio padre? Un dolore impossibile da raccontare, ma che va solo compreso.

La giovane Deborah Sciacquatori, 19 anni appena, ha passato tutta la sua esistenza sotto il giogo di una figura che io, da padre di una bambina, provo disgusto a definire genitore. 19 anni di botte e di soprusi. Non solo a lei ma anche alla madre. Violenze fisiche e psicologiche continue da parte di una persona violenta e col vizio dell’alcol.

E la povera Deborah, che dovrà convivere per il resto della sua vita con il dilemma di aver salvato sua madre e sé stessa avendo ammazzato il padre, ha reagito non per difendersi, ma per difendere la madre: picchiata, mandata a comprare due birre e poi picchiata nuovamente fino quasi ad ucciderla. E dopo averlo ammazzato lo accudisce chiedendogli scusa.

Ecco l’amore vero, di una figlia per salvare sua madre, da quello che, solo per un atroce scherzo biologico, era suo padre. Per essere padri ci vuole altro, non basta un momento di estasi sessuale.

Per una volta mi compiaccio coi giudici che hanno subito lasciato libera Deborah. Più che legittima difesa, io direi legittima sopravvivenza.

E adesso lasciamo in pace questa povera ragazza, a piangere con sua madre una liberazione, una sconfitta, un dolore ed un piacere. In silenzio. Per favore.