Stangata sulle auto aziendali. La lista dei modelli a rischio

A Passat TSI plug-in-hybrid automobile, left, and a Volkswagen e-Golf electric automobile, produced by Volkswagen AG (VW), are transported on elevation platforms as new VW automobiles sit in storage bays inside one of the automaker's glass delivery towers at the VW factory in Wolfsburg, Germany, on Friday, April 29, 2016. Porsche Automobil Holding SE, the investment vehicle of the billionaire family that controls VW, stuck to a goal of making acquisitions beyond the beleaguered carmaker, even as its dwindling cash on hand reduces the scope of possible transactions. Photographer: Krisztian Bocsi/Bloomberg

Tassa sulle auto aziendali, il governo giallorosso fa retromarcia. Nella relazione illustrativa alla manovra, la tanto discussa norma riguardante i veicoli aziendali è stata rivista.

La stangata per i lavoratori dipendenti è ridotta, perché la stretta fiscale sul cosiddetto “fringe benefit” è stata allentata. La misura, che avrebbe dovuto garantire 513 milioni di euro, sarà dunque rimodulata.
 

Se nei giorni scorsi la proposta che le auto aziendali pesassero per il 100% del loro valore sul reddito di tutti coloro che non fossero agenti o rappresentanti di commercio, adesso tale limite si riabbassa per tutti al 30%. Ma solo nel caso in cui i lavoratori siano in possesso di auto ibride o elettriche, perché la percentuale, sempre per tutti, salirà al 60% per i veicoli considerati inquinanti. Sono esclusi dalla misura quelli commerciali.

Nel dettaglio, si legge nella relazione, “la proposta prevede che, ai fini della determinazione del fringe benefit delle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, la percentuale del 30% dell’importo corrispondente alla percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base delle tabelle Aci continui ad applicarsi per i veicoli a trazione elettrica e ibrida e per tutti i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti addetti alla vendita di agenti e rappresentanti di commercio” mentre per gli altri veicoli “la percentuale è elevata al 60% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a grammi 160 per chilometro e al 100% in caso di emissioni“.

I modelli colpiti

A questo punto è importante capire quali modelli costringeranno circa 2 milioni di lavoratori a pagare più tasse in virtù delle caratteristiche tecniche dei mezzi. L’aumento contenuto nel provvedimento riguarderà infatti le auto che hanno un livello di emissioni di Co2 superiore ai 160 grammi su chilometro. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, a essere più colpiti non saranno solo i grandi suv e le supercar, ma anche alcuni allestimenti delle macchine più comuni come la Giulietta, la Fiat Tipo, la Qubo e la 500L.

La lista nera

La lista è piuttosto lunga. Finiscono nella black list, tra le altre, la 124 Spider della Abarth ma anche la 4C 1750 Giulia, Giulietta e Stelvio, praticamente tutte le Audi dall’A3 all’A6, passando per i modelli più sportivi, numerose versioni della BMW dalla Serie 1 alla Serie 8, la Citroen SpaceTourer, le Fiat 500X, 500L, Doblò, Qubo e Tipo, le Ford Edge, Focus, Kuga, Mondeo e Mustang, oltre a Galaxy e S-Max, la Hyundai I30, Santa Fe e Tucson, la Honda Civic, CR-V e NSX, Jaguar E-pace, F-pace, F-type, XE, XF e XJ, Jeep, Kia Optima, Sportage e Stinger, Mercedes (da Classe B fino a CLA, passando per vari allestimenti), la Mini Clubman, Mitsubishi Outlander, Eclipse Cross e Pajero, Nissan X-Trail, Opel Combo, Insigna, Mokka e Zafira, Peugeot Traveller BlueHDI, Renault Koleos, Espace e Mégane, Seat Leon, Alhambra e Tarraco, Skora Superb, ma anche Volkswagen Multivan, Tiguan, Tiguan Allspace e Touareg e Volvo (da S90 a XC 90).

Leggi anchehttp://www.adhocnews.it/i-volubili-ragazzi-della-generazione-z-mettono-in-crisi-20-brand-storici/

Exit mobile version