#staisereno Letta picchia come un fabbro. Ma in casa sua

#staisereno

#staisereno Letta stava così bene nel suo isolamento parigino. Non quello splendido isolamento che contraddistinse la Perfida Albione. Un triste isolamento. Dalla politica italiana, dopo che Renzi gli aveva soffiato campanello, scettro e anima nell’avvicendamento di Palazzo Chigi.

Letta era ormai ai margini, e forse un po’ oltre, ma comunque sereno. Ed ecco che lo Zingaretti errante se ne va, lascia libero lo scranno e al PD chiedono a Letta di occuparsene lui, dicendogli: #staisereno.

Renzi e i renziani, via!

Ma Letta sereno non è. È arrabbiato e piccoso. Non deve levarsi dei sassolini dalle scarpe. Sono veri e propri macigni. Torna a Roma e la prima cosa da fare nella sua agenda mentale è: muoia Renzi con tutti i filistei. Bisogna fare pulito.

Il Letta Furioso comincia a fare i nomi di chi deve cadere. Primi della lista sono i due rappresentanti parlamentari Del Rio e Marcucci. Renziani di ferro, ma comunque sempre in quota PD. L’epurazione è cominciata. E ci faccia il piacere di non mascherare la cacciata degli unni come un’opportunità per la parità di genere. Le quote rosa e altro fumo negli occhi a noi non ci incantano. La verità è che se sei un renziano all’interno del PD, sei destinato alla gogna. Del Rio, Marcucci: #staisereno.

Non è una strategia di partito: è una vendetta privata.

La stessa cosa è stata analizzata splendidamente dall’amico Paolo Amato (QUI). La mancanza di prospettiva nel non voler allungare la pista dell’aeroporto di Firenze, deprimendo così anche lo scalo di Pisa, porta solo a un vincitore. And the winner is: l’aeroporto di Bologna.

Guarda caso: Bologna, patria del comunismo prima e del PD adesso. A sfavore della Toscana. Quella Toscana di Renzi, Boschi, Lotti.

Ma Letta ha poco da stare sereno. Tirando la volata a Bonaccini mi sa che vedrà lo stesso film, ma con un attore protagonista diverso. Quando ci saranno le elezioni a segretario PD, sarà Bonaccini a dire: Letta #staisereno.

 

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