SOROS E QUELLA FILANTROPIA SINISTRA

SOROS E QUELLA FILANTROPIA SINISTRA

Da molti anni si sentono voci, più o meno verificate, sui finanziamenti che il magnate plurimiliardario George Soros farebbe arrivare ai più svariati soggetti portatori d’interesse, forze politiche e associazioni di mezzo mondo.

L’ungherese naturalizzato statunitense che potremmo definire uno speculatore professionista si è reso noto alle cronache degli ultimi trent’anni per aver inciso in maniera importante sugli equilibri economici e finanziari mondiali

Viene ricordato tristemente anche da noi italiani per essere uno dei maggiori artefici di operazioni finanziarie di vendite allo scoperto in seguito alle quali banca d’Italia fu costretta, nel 1992 a svalutare la Lira dovendo intaccare in maniera importante le riserve valutarie.

Nel mondo finanziario viene anche additato di varie crisi mondiali tra cui quella Argentina sempre degli anni 90

In questi giorni emerge come, però, Soros avrebbe una particolare predilezione per formazioni politiche progressiste o associazioni comunque legate a una precisa sfera di rivendicazioni sociali fondate sull’autodeterminazione della persona e il soppiantamento dei modelli “classici di società” con lo scopo di arrivare a una “società aperta”.

Non a caso “Open society” (società aperta, in inglese n.d.r.) è proprio il nome della fondazione tramite la quale la famiglia Soros inonda di denaro varie realtà attorno al globo.

L’attenzione parrebbe essersi fermata già da qualche proprio sull’Italia e in particolar modo su formazioni e politici di sinistra e centrosinistra

A tal riguardo da un’indagine indipendente condotta dalla trasmissione Rai Far West si scopre anche un’associazione chiamata “Agenda”, diretta emanazione di Open Society, avente sede legale in Italia e fondata da una delle responsabili della campagna elettorale dell’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Questa associazione sembrerebbe oggi il principale veicolo di finanziamento per certa politica di casa nostra

Non si trovano, infatti, politici né partiti di destra o centrodestra, ma soltanto formazioni progressiste come PD, Più Europa, Avs e vari politici sempre della stessa area.

Qui nascerebbe spontanea una domanda: perché un magnate che abita oltreoceano dovrebbe interessarsi di politica italiana e perché soltanto di una parte?

Non è certamente reato ricevere finanziamenti, quando questi fossero trasparenti, ma qual’è il prezzo?

L’Agenda Soros è chiara e combacia con certi capisaldi del progressismo nostrano: dall’eliminazione di confini e strutture nazionali per arrivare alle rivendicazioni LGBT+ che vanno ben oltre la semplice richiesta di diritti, ma vanno addirittura verso un’eliminazione della realtà biologica e della distinzione tra sessi.

Fare politica, si sa, ha un costo, ma una volta “coperte” le spese sostenute per la propaganda, siamo proprio sicuri che il costo più alto che rimane da pagare sia quello nei confronti della libertà?

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