Solncevo è un modesto quartiere operaio nella zona sudoccidentale di Mosca, al di fuori del mkad, la grande circonvallazione autostradale che circonda la città. Gli abitanti del centro non si avventurerebbero mai in questa zona depressa dell’estrema periferia e molti pensano che non faccia nemmeno parte della capitale russa. Il viaggiatore che, malgrado tutto, volesse visitare Solncevo dovrebbe trascorrere non meno di un’ora sulla linea arancione della metropolitana che parte dal centro e poi, arrivato al capolinea, trasbordare su un autobus urbano. Un tempo si trovavano nella zona delle belle dacie, prima che le autorità sovietiche decidessero di costruirvi schiere di anonimi palazzoni. Forse perché i grattacieli oscurano il sole, al momento della sua fondazione ufficiale – nel 1938 – il quartiere fu chiamato con la parola russa che significa sole (solnce). Come spesso accade con certi appellativi, questa allusione «solare» non si addice per nulla all’ambiente circostante.

Solncevo è anche il nome di quella che è forse l’organizzazione criminale più potente nata dalle ceneri dell’Unione Sovietica, detta anche «fratellanza di Solncevo» Solncevskaja bratva. Il fondatore sarebbe Sergej Michailov, oggi stimato uomo d’affari noto per le sue opere di beneficenza a favore della Chiesa ortodossa. Le foto più recenti lo ritraggono in giacca di tweed e cravatta, rasato e pettinato in modo impeccabile, mentre fissa l’obiettivo con uno sguardo penetrante e allo stesso tempo interrogativo. Nato in una famiglia operaia nel febbraio 1958 e cresciuto a Solncevo, Sergej comincia a lavorare come maître d’hotel nel prestigioso albergo della nomenklatura, il Sovetsky, mentre continua a coltivare la sua passione per la lotta. Nel 1984 viene condannato per aver frodato l’assicurazione (simula il furto della propria motocicletta) e trascorre diversi mesi in carcere. Condannato con la condizionale, torna a Solncevo dove apre club e organizzazioni sportive in cui recluta i giovani lottatori violenti e disoccupati. Insieme a un compagno di cella, Viktor Averin, dà vita a una banda, che chiama con il nome del suo quartiere.

È solo con l’arrivo della nuova libertà postsovietica che la Solncevo comincia a crescere. Per difendersi dagli attacchi di una gang di ceceni, nel 1989 l’organizzazione si fonde con la Orechovskaja, un gruppo anche in questo caso composto principalmente da sportivi e lottatori, e capeggiato da Sergej Timofeev, soprannominato «Sil’vestr» (da Sylvester Stallone) per via dei suoi muscoli. Così rafforzata, la Solncevo diventa, verso la metà degli anni Novanta, una protagonista del «selvaggio Est». Un rapporto dell’Fbi la descrive come l’organizzazione criminale eurasiatica più potente del mondo quanto a patrimonio, influenza e controllo di risorse finanziarie. La sua attività principale è la protezione, quella che in russo viene chiamata «fornire un tetto» (delat’ kry∫u).

L’organizzazione conterebbe dai 5000 ai 9000 affiliati. Il gruppo è costituito da almeno dieci brigate (brigady) che operano sotto il nome collettivo di Solncevo. La polizia russa ritiene che l’organizzazione controlli diverse banche e un centinaio di piccole e medie imprese. Benché si sappia pochissimo dei meccanismi interni al gruppo, alcuni ex affiliati hanno dichiarato che esso è governato da un consiglio di dodici persone che si incontrano regolarmente in diverse parti del mondo in occasione di feste e matrimoni, mascherando in questo modo la vera ragione degli incontri.

La Solncevo dispone di un fondo comune (ob∫TMak), che viene reinvestito nell’economia legale attraverso numerose banche che lavorano per l’organizzazione. Le operazioni finanziarie non sono certamente le uniche attività illegali della fratellanza. In base alle possibilità d’infiltrazione criminale offerte dai diversi contesti regionali e locali in cui la Solncevo va a operare, le attività possono essere:

  • investimenti nell’economia legale dei profitti (spesso con attività di import-export);
  • usura;
  • estorsioni;
  • traffico di esseri umani;
  • sfruttamento della prostituzione;
  • narcotraffico;
  • frodi di carte di credito;
  • traffico di armi;
  • monopolio criminale nelle forniture petrolifere (che la rende una delle c.d. “mafie del petrolio”)
  • racket della protezione.

Il settore petrolifero e il traffico di armi rappresentano i due fondamentali campi d’azione della Solncevo, infiltratasi grazie alle lacune statali del passaggio al nuovo sistema politico e alle capacità imprenditoriali di Semion Mogilevich. L’uomo d’affari ucraino risulta nella lista dei Most Wanted dell’FBI ed è noto anche come Don Semyon, The Brainy Don (per denotare il suo acume per gli affari) e Million Dollar Don dai media. Oltre che ad avere un ruolo chiave nel riciclaggio dei capitali e ad essere stato accusato di aver avuto un ruolo nello scandalo della Bank of New York, è stato accusato di essere socio occulto della EuralTransGas, una torbida società ungherese che per alcuni tempi ha gestito con Gazprom la fornitura di gas dal Turkmenistan all’Ucraina.

La Solncevskaja bratva, per quanto poco nota al grande pubblico, è considerata tra le 8 organizzazioni criminali più pericolose al mondo, pip potente e ramificata persino della Ndrangheta.