Vittorio Sgarbi è il protagonista di una nuova bagarre, stavolta è il turno di Verona. Il critico d’arte, in città per una serie di eventi, ha chiesto di visitare la mostra a Castelvecchio “Bottega, Scuola, Accademia. La Verona dal 1570 alla peste del 1630”, peccato che la mostra alle 21.30 fosse già chiusa.

Un problema da niente di fronte a Sgarbi, tant’è che è stato subito risolto e organizzata una visita notturna. A quel punto, però, l’imprevisto: la visita di Sgarbi è stata disturbata dall’intervento dell’assessore alla cultura Francesca Briani che ha voluto, come da regolamento, che per la visita notturna fosse presente anche una pattuglia della polizia municipale. A quel punto Sgarbi è andato su tutte le furie. La pattuglia rimasta sul luogo sino a quando Sgarbi non è uscito dal museo, verso le 22.45.

La presenza da regolamento era richiesta dopo il clamoroso furto di opere nel novembre 2015 nel museo veronese. Le maglie della sicurezza da allora si sono strette e in caso di visite fuori orario è previsto il controllo delle forze dell’ordine: il protocollo di sicurezza prevede la presenza sul posto di una pattuglia armata della polizia municipale.

I consiglieri di opposizione hanno definito l’episodio «gravissimo», presentando una interrogazione urgente. Ma il museo era chiuso da ore. Stando alla versione sostenuta dai consiglieri comunali firmatari dell’interrogazione, Michele Bertucco (Verona e Sinistra) e Federico Benini (Pd) il critico si sarebbe invece presentato direttamente a Castelvecchio, chiedendo di entrare, e al deciso rifiuto della guardia giurata in servizio, si sarebbe poi rivolto al sindaco.

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Dal Comune di Verona viene però fatto notare come non sia del tutto eccezionale l’apertura extra orario di una sede museale, che però può avvenire, previa autorizzazione, soltanto con i previsti protocolli di sicurezza. Vittorio Sgarbi, deputato, è il presidente del Mart di Rovereto, e tra i suoi progetti rientra anche quello di una possibile apertura di una succursale del Mart a Verona. Le opposizioni a Palazzo Barbieri però insistono: «Questa apertura non si può nemmeno definire straordinaria, in quanto al di fuori di ogni protocollo. Sarebbe sconvolgente scoprire che, dopo tutto quanto è accaduto in passato, basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale».

Immaginiamo già quale sarà la pacata risposta di Vittorio Sgarbi…