Sanzioni e sovranità: da Cuba a Gaza, la stessa logica geopolitica
Cuba attualmente è strangolata da una ulteriore e cruenta stretta delle sanzioni economiche imposte da Trump.
Da dicembre a Cuba non entra una sola goccia di benzina
Cubani che devono fare la dialisi, ad esempio, non possono farla, non perché manchino le attrezzature o i mezzi ma perché, esattamente come in un assedio medievale, manca il carburante e molti altri generi vitali di prima necessità necessari per la sopravvivenza.
Si preannuncia un disastro umanitario esattamente come a Gaza
Pochi sono a conoscenza del fatto che alla morte del caudillo di Spagna Francisco Franco nel 1975, Cuba proclamò tre giorni di lutto nazionale. La decisione di Fidel Castro fu dettata principalmente dal fatto che nonostante le differenze ideologiche, il regime di Franco aveva mantenuto relazioni diplomatiche e commerciali con la Cuba rivoluzionaria, ignorando il blocco imposto dagli Stati Uniti.
Franco si era distinto, tra i leader occidentali, per non aver isolato la Cuba castrista
Questo avvenne in nome dei legami storici e culturali fra i due Paesi e a Cuba si volle riconoscere il ruolo di Franco come capo di stato che non si era piegato agli interessi americani. Francisco Franco ospitò anche Juan Domingo Peron in esilio dopo il colpo di Stato sanguinoso sostenuto e ispirato dagli Stati Uniti nel 1955.
Dalla Spagna, Juan Domingo Peron continuò ad organizzare la resistenza dei descamisados.
Gli USA avevano visto con forte sospetto le politiche di nazionalizzazioni di Peron e temettero una deriva anti americana sostenendo le fazioni golpiste
Il peronismo, con la sua terza posizione rispetto ai blocchi USA/URSS e le sue politiche di nazionalizzazione, era considerato un pericolo per l’egemonia economica in America latina.
Quello contro Peron fu un golpe del tutto analogo a quello che gli anglo-americani avevano organizzato tre anni prima in Iran denominato operazione Ajax contro il primo ministro nazionalista Mohammad Mossadeq nel 1953
Anche in quel caso l’azione era scaturita dalla nazionalizzazione del petrolio. Quel golpe gettò le basi per la futura rivoluzione che instaurò la Repubblica Islamica del 1979.
Ecco perché oggi a prescindere gli schieramenti ideologici della Destra e della Sinistra, occorre essere solidali con i due Paesi aggrediti, l’ Iran e Cuba, vittime come la popolazione di Gaza della stessa logica economica e imperialista neo-coloniale che si dimostra ostile all’idea nazionale ovunque ci sia resistenza di popoli alle oligarchie.
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