Da giorni il decreto legge Carige rappresenta tema caldo nella bagarre politica. Buffoni! Vergogna! “Avete fatto come noi”, grida il PD nel tentativo di riacquistare una verginità in tema di banche. E via le due tifoserie opposte a sbraitare sui social e le trasmissioni del mattino a discuterne per ore – tanto che il tema del risparmio e del  sistema creditizio del paese torna subito ad essere un cavallo di battaglia formidabile, in quell’eterno clima da campagna elettorale che caratterizza, ormai da tempo immemorabile, un’Italia messa al chiodo.

Non sembra neppure più interessare il vero motivo per il quale sia necessario salvare una banca, la questione si riduce ad una sfida a chi è più bravo e più onesto.Tutto ci saremo aspettati, fuorché un PD che grida allo scandalo in una materia in cui dovrebbe solo tacere. La Boschi torna in tv a far filippiche, Renzi le fa eco dai social. E’ già finita in soffitta la vicenda di Banca Etruria e degli altri 3 Istituti di credito? Ci si è dimenticati di chi si è suicidato e del vergognoso azzeramento tombale di azionisti e obbligazionisti delle quattro banche? Il tutto, tra l’altro, quando ancora non era neppure entrato in vigore il Bail -in.

 Il fatto che il decreto Carige ricalchi quello fatto per MPS non è in verità un gran sorpresa. Con le attuali regole europee il governo Conte non aveva grande scelta, se non seguire il percorso già tracciato dai governi precedenti, anche perché al Mef, ci sono sempre quei tecnici che avevano confezionato i precedenti decreti… Il paradigma non cambia, purtroppo. E’ la strategia europea delle risoluzioni bancarie: le banche non vengono affatto salvate, bensì svuotate dei clienti – mentre i crediti deteriorati vengono ceduti, in fretta e forzatamente, per un tozzo di pane.

​Mi sembra piuttosto che il caso Carige rappresenti l’occasione mancata per un intervento statale volto a modificare definitivamente il paradigma delle cure fallaci, fino ad ora adottate – scaricare i costi dei fallimenti bancari solo sui risparmiatori e sui cittadini. La strada del salvataggio di Carige è ancora lunga, molti risparmiatori azzerati dai precedenti decreti devono ancora essere rimborsati e soprattutto siamo ancora  invischiati in un sistema bancario marcio fino alle fondamenta, che fagociterà ancora risparmiatori, continuando a mortificare l’economia del nostro Paese. Ancora.

Come risparmiatori traditi chiediamo a tutti i politici di fare un passo indietro, e di farla finita con questo grottesco spettacolo di accuse reciproche. Il tema del risparmio è troppo importante per essere strumentalizzato. Non bastano i salvataggi in extremis, per tirare un sospiro di sollievo. Se non si va davvero a fondo al problema, continueremo a dover fronteggiare salvataggi bancari quando ormai è troppo tardi.

Oggi sappiamo con certezza che gli Organismi di Controllo non funzionano, che lasciano solo campo libero alle scorribande di manager e amministratori corrotti e inadeguati. Le banche hanno smesso di fare il loro lavoro. La domanda che, quindi, ci dobbiamo porre è: se la banca rinuncia a fare il suo mestiere, erogando credito, da quali mostri finanziari verrà sostituita? Quando si troverà il coraggio di intervenire per tempo, estirpando prima il marcio ancora annidato nel sistema? Rispondete a questi quesiti, cari politici, invece di accapigliarvi sollevando un inutile polverone che distrae – ancora una volta – dai problemi reali. Questi problemi vanno affrontati con una nuova Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.