Sacramento insegna: fede, unità e coraggio per rilanciare il Pro-life

Sacramento insegna: fede, unità e coraggio per rilanciare il Pro-life

L’esperienza della Marcia per la Vita a Sacramento, in California, il 16/3 , rivela che molto ancora possiamo fare per migliorare la nostra attività di Pro-life.

Ho avuto il privilegio di partecipare a questo evento ospite di “ Pro-life San Francisco”, una realtà strettamente legata all’arcidiocesi della Cattedrale di st. Mary, con Mons. Salvatore Cordileone

La Presidente è Melanie Salazar e il marito Jeffrey lavora appunto per l’alto prelato, che mai ha fatto mancare la propria voce in difesa del bimbo non nato, anche esponendosi pubblicamente contro i politici “ cattolici” abortisti ( come Nancy Pelosi).

L’accoglienza amichevole, la disponibilità, anche la gratuità ( tutto offerto dall’associazione, viaggio da San Francisco a Sacramento e ritorno, pranzo, rinfresco ecc.) sono state la cifra di tutta la giornata, senz’altro per me indimenticabile.

I banchetti sono stati posizionati davanti al Campidoglio con il chiaro intento di fare pressioni sui legislatori in merito a due iniziative:

a) la legge prevede che una donna possa lasciare il proprio neonato in ospedale o presso una stazione dei pompieri entro 72 ore dal parto, ma verrà votata la proposta ( senatore democratico) di estendere a 30 giorni questa possibilità.

b) verrà proposto ( senatore repubblicano) di istallare delle “ culle per la vita” a garanzia del bimbo, fornire di riscaldamento e allarme per poter immediatamente entrare in azione qualora un neonato venga lasciato nella “ safety box”.

Per quanto riguarda la mia esperienza, mi sono rimasti nel cuore diversi momenti.

1) la differenza palpabile e assoluta consiste senz’altro nella forte connotazione religiosa dell’evento: si è pregato dall’inizio alla fine, non solo nel viaggio noi, ma anche nel corso della manifestazione

E non mi riferisco alla religione cattolica, bensì alla presenza di pastori protestanti che hanno accompagnato per tutto il tempo i partecipanti, chiedendo la benedizione di Dio sul bimbo non nato, sulla donna, sull’evento in generale.

2) momento “topico” è stata la preghiera davanti alla Clinica per aborti “ Planned Parenthood”, da lasciare senza parole per il coraggio dei Pro-life. Filmati da un’impiegata della clinica, certo non con intenti amichevoli, pastori protestanti e manifestanti hanno intonato canti e preghiere, e hanno cercato di accostarsi a due donne che accedevano alla struttura presumibilmente per abortire

3) al microfono si sono succeduti rappresentanti delle varie associazioni pro-life, coinvolte a pari livello nell’evento: se è vero che capofila è California Family Council, è anche vero che non risulta una “ superiorità “ di una realtà rispetto alle altre. Ogni esponente che ha voluto parlare ha portato la propria esperienza e anche questo ha rivelato una coesione di intenti a mio avviso vincente.

4) particolarmente significativa la voce di un pastore protestante, che ha affermato: “ Quando la chiesa è distratta, gli aborti aumentano. Quando la chiesa si muove, gli aborti diminuiscono”.

5) la testimonianza più toccante è stata di una donna che, dopo aver assunto la prima pillola abortiva, si è pentita e nel giro di 45 minuti ha ricevuto dal proprio medico la dose necessaria per contrastare l’effetto abortivo, tanto da essere riuscita a salvare il proprio bimbo

6) Io ho partecipato più volte alla marcia a Roma e anche a quella di Bruxelles, e ho notato che l’approccio religioso e il senso di amicizia tra tutte le associazioni fossero la reale differenza rispetto al mondo pro-life americano.

Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato “ Pro-life insieme “

http://www.prolifeinsieme.it

Leggi anche:

Exit mobile version