Recensione serie Tv: The outsider

Trasmessa su Sky Atlantic, the outsider è una adattamento televisivo di un terrificante libro di Stephen King

THE OUTSIDER

Recensione serie Tv: The outsider

Serie tv prodotta dalla Hbo e trasmessa da Sky Atlantic, The outsider è un adattamento televisivo di un libro di successo di Stephen King.

Dieci puntate di circa 50 minuti l’una cariche di tensione e adrenalina.

Uscito in Italia il 17 Febbraio ha destato molta curiosità ed ha ricevuto molti giudizi positivi dalla rete.

La storia narra di un macabro ritrovamento di un cadavere di un bambino.

L’ispettore Anderson si reca sul luogo del delitto, e dopo qualche interrogazione, visione delle videocamere di sorveglianza, risultati del Dna, individua facilmente il colpevole.

Sembra un caso facile ma una volta arrestato spunta un filmato che scagiona l’assassino e gli procura un alibi.

Può un uomo essere in due posti diversi nello stesso istante?

Alla giuria l’arduo compito. Peccato che alcuni eventi porteranno a credere persino al paranormale ed alla presenza dell’uomo nero detto anche El cuco.

Sono un amante dei libri di Stephen King, ammetto di non aver letto il libro e di essermi presentato alla visione senza un minimo di dettaglio della trama.

La prima puntata parte fortissima, succede di tutto e molto in fretta. Omicidio, mistero, indagine, soluzione del caso ed ancora mistero.

Anche il secondo episodio prosegue il ritmo incalzante del primo e succede dei fatti che indirizzano la trama verso il paranormale.

Il sospetto che the outsider degenerasse come se fosse il secondo tempo del film di Rodriguez “dal tramonto all’alba” si stava materializzando.

Qui infatti cominciano i problemi di questa serie che presenta diverse puntate troppo lunghe, poco credibili, e soprattutto si nota una certa sensazione che si voglia allungare molto la storia per tenere di più lo spettatore alla tv.

Questo aspetto rende il ritmo poco scorrevole e di conseguenza fa perdere anche l’interesse per il soggetto.

Fortunatamente gli ultimi episodi tornano sui binari delle prime puntate e la curiosità di vedere come finisce, abbinata agli eventi dell’ultima location, prendono molto.

Peccato che alla fine anche il finale mi abbia un po’ deluso, e non posso “spoilerare”.

Tra questi alti e bassi si nota però una ottima realizzazione tecnica di tutta la serie.

Ben strutturato il cast con alcuni attori di pregevole talento. Su tutti un grande Ben Mendelsohn, già visto in Ready player one o Captain Marvel, e Cynthia Erivo che ha fatto invece molto teatro.

Bella la sceneggiatura dove le bellezze paesaggistiche americane sono messe in risalto.

Non siamo di fronte ad una serie “splatter”, sono poche le scene forti ed i momenti di tensione tipici dei thriller.

Qui la paura si percepisce nelle storie, nella misticità di certi incubi che sono dentro di noi.

The outsider è una serie che mostra il bello di se all’inizio ed alla fine.

Non posso dire che è brutta ma con un po’ di puntate in meno e un ritmo più elevato nella fase centrale avrebbe fatto centro. Accettabile.

VOTO: 6

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