Raiola – Intervista fiume di Mino Raiola, il potente procuratore si racconta a Sport Voetbal Magazine e parla del forte rapporto con il proprio lavoro, il calciomercato: “Non voglio essere arrogante, ma credo di aver creato io questo mercato. Il calcio è diventato uno show, un intrattenimento, in più di venticinque anni in cui sono attivo ho inventato il calciomercato. È diventato un’industria enorme, a cui ho dato colore senza mai stare zitto, stando sempre in piedi davanti ai miei giocatori. È come un musical: il 1° gennaio il teatro apre, il sipario si alza e inizia la musica, ma dietro le scene i protagonisti si sono esercitati per sei mesi. È quello che succede a noi”.

RAPPORTO – Raiola parla poi del rapporto con i propri assistiti: “Il rapporto con i miei giocatori è come un click: o c’è, o non c’è. Non posso lavorare sotto contratto, se non sono soddisfatto devo poter chiudere il rapporto. La relazione deve essere basata su fiducia e rispetto, e questi non si possono comprarei. Ma i giocatori si fidano di me, visto che continuano ad arrivare”.

CASO POGBA – Raiola non risparmia infine un attacco alla Fifa: “Il trasferimento di Pogba allo United nel 2016? Quell’affare ritorna sempre perché i miei amici della FIFA si scusano. È molto strano che parlino delle mie tasse, ma non senti nulla dalla Fifa se l’Ajax prende 150 milioni di euro per due ragazzi (De Ligt e De Jong, ndr): è fantastico e l’Ajax ha fatto bene. Stiamo per istituire un nuovo sistema in modo che  ci sia almeno una scelta. Ci stiamo lavorando ora. La Fifa è la fifa, buona fortuna con loro. Non vogliamo più avere nulla a che fare con loro. La Fifa è finita, il vecchio sistema è finito, questo è l’inizio di una nuova era, siamo alle basi: è tempo di una rivoluzione”.

MAFIA FIFA – Raiola prosegue parlando della squalifica comminatagli dalla Fifa: “Ho avuto un po’ di stress per questo. Il fatto di aver perso la licenza in Italia non mi interessava. Sapevo da dove arrivasse e che mi stavano seguendo perché dicevo che la Figc è ‘un’assocazione di merda’. Lo penso ancora. Dissero che avevo portato via Gianluca Scamacca da un altro agente, non era vero. La Fifa ha adottato la sospensione senza sapere quale fosse l’argomentazione della Figc per la sanzione. Perché? Perché sono un grande oppositore della Fifa come sistema. E anche delle persone che sono lì e che sono al comando. Mantengono il sistema corrotto. 

La Fifa è come la Mafia. Se ne parli male, muori. Puoi fare due cose: lottare contro la Fifa, questo è quello che ho fatto per anni. Con piccoli successi, perché sono l’unico che se n’è interessato. Avrei voluto cambiare la Fifa dall’interno. La prima cosa che avrei fatto è limitare a due mandati la presidenza, e fare in modo che tutti possano fare carriera a seconda della bravura. Ma questo non è possibile, perché distruggeresti il giocattolo degli incompetenti leader della Fifa. Quindi, ecco l’opzione numero due: creare un nuovo sistema così che ci sia almeno una possibilità di scelta. Stiamo lavorando su questo. 

​La Fifa è la Fifa, buona fortuna con loro. Non vogliamo averci nulla a che fare, andiamo per conto nostro. La Fifa è finita, il vecchio sistema è finito. Questo è inizio di una nuova era, noi siamo alla base: è tempo per una rivoluzione. La Fifa ha un buon numero di dirigenti in prigione, che non sono sospesi dall’associazione mondiale del calcio stessa. Anni fa ho urlato che la Fifa è la Mafia, mi hanno riso dietro. Intendevo dire: ha la stessa struttura e forma della Mafia. È una famiglia corrotta, non violenta, ma molto opaca, focalizzata sull’accumulare potere e controllo con enormi conseguenze sul calcio. Dietro tutto c’è Gianni Infantino, mi hanno sospeso a livello mondiale e ora stiamo cercando il paese dove meglio “intervenire da dietro” nei confronti della Fifa.

Mi hanno fatto male, ma hanno anche dimostrato che quello che ho sempre pensato è vero: Infantino vuole limitare gli agenti e avviare una banca della Fifa in cui controllare i trasferimenti, ma è solo una tattica per fare bella figura con l’opinione pubblica e non turbare i grandi sponsor dietro la Fifa. Vogliono tornare al totalitarismo comunista, non rispettano le leggi vigenti e sono un monopolista corrotto, che è illegale. Per questo va consentito ad un altro sistema di co-esistere: questo è il mio obiettivo, voglio aiutare a creare un calcio migliore e forzare tutti a pensare criticamente”.

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