QUANDO IL COLORE DELLA PELLE DIVENTA UN FETICCIO, PER GLI ALTRI

QUANDO IL COLORE DELLA PELLE DIVENTA UN FETICCIO, PER GLI ALTRI

Le recenti imprese sportive di Sara Curtis, diciannovenne campionessa di nuoto, nata a Savigliano, in Provincia di Cuneo, hanno innalzato il velo sul degradante stato intellettivo e culturale di buona parte della società che infesta il nostro Paese.

Due curve di ultras ingrifati, sbavanti e raglianti, che il valore di quelle stesse imprese sportive lo degradano sull’altare del colore della pelle: due facce della stessa medaglia, chiamata razzismo

Il razzismo diretto di coloro che, visto il colore della nostra campionessa, non la ritengono italiana, ed il razzismo al contrario di coloro che, davanti a quello stesso colore della pelle, si eccitano a dismisura, degradando il valore sportivo ed inneggiando ad una pseudo-inclusività populista, che nulla ha a che fare né con lo sport, né con la stessa Curtis.
Sara macina Record del Mondo, conquista Medaglie, ma per gli sbavanti da curva politica non è altro che una “ragazza nera”.

Idolatrata da un lato ed odiata dall’altro, solo per il colore della propria pelle

La fotografia di un Paese, o almeno di una parte di esso, che non vede oltre la punta del proprio naso e seduto sul divano social vomita rabbia, politicizzando tutto e tutti.
Mandrie di sfegatati tifosi da curva politica che, come gregge ammaestrati dai presunti leader, belano a comando, calpestando chiunque pur di confermare i propri bias cognitivi, il proprio stato di perenne alterazione.

Un degrado culturale ed intellettuale di cui non si vede la fine, utile ai pastori del populismo d’accatto per esistere e sopravvivere a se stessi

E mentre i due gregge belano, Sara continua a vincere, nonostante tutto.
Nonostante tutti.

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