Olimpiadi, sicurezza e sovranità: la linea di Meloni davanti alle proteste
Le Olimpiadi invernali rappresentano per l’Italia non solo un appuntamento sportivo, ma un banco di prova politico e istituzionale. Le recenti proteste e gli episodi di sabotaggio legati alle infrastrutture ferroviarie hanno riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza e dell’ordine pubblico. La reazione del governo Meloni è stata netta: nessuna tolleranza verso chi tenta di trasformare un evento internazionale in un terreno di scontro ideologico.La scelta di utilizzare toni duri, parlando di “nemici dell’Italia” nei confronti di chi danneggia infrastrutture strategiche, non è soltanto retorica politica. È un messaggio rivolto a un Paese che negli ultimi anni ha vissuto una crescente percezione di fragilità sul piano della sicurezza. Difendere le Olimpiadi significa difendere l’immagine internazionale dell’Italia, la sua affidabilità e la sua capacità di organizzare eventi globali in un contesto stabile.Il governo ha puntato su un rafforzamento dei controlli e su una collaborazione stretta con le forze dell’ordine, ribadendo che la libertà di manifestare non può tradursi in azioni che mettono a rischio cittadini e infrastrutture. In questa linea si coglie una cifra precisa del centrodestra: l’idea che lo Stato debba tornare a essere presidio visibile e autorevole.
Nel contesto europeo, dove non mancano tensioni sociali e ambientali legate ai grandi eventi, la postura italiana mira a distinguersi per fermezza e pragmatismo. L’obiettivo non è comprimere il dissenso, ma delimitare con chiarezza il confine tra protesta legittima e sabotaggio. È su questo equilibrio che si gioca una parte importante della credibilità dell’esecutivo.
Leggi anche:
