Nulla di nuovo all’ombra del cubo nero, la Tranvia è il golden power di Firenze

Tramvia

Nulla di nuovo all’ombra del cubo nero, la Tranvia è il golden power di Firenze

È incredibile come, a Firenze e dintorni, alla fine la storia vera finisca sempre sepolta sotto i progetti delle ormai inestirpabili giunte di centro sinistra alle quali i fiorentini e toscani perdonano da sempre tutto: discariche, forteti, insicurezza, disoccupazione, spaccio redditi di cittadinanza e in particolare a Firenze parcheggi, tramvie e l’onnipresente culto de tram con glassa istituzionale

Ce lo dimostra l’ultima miccia accesa dalla inaspettatamente rapidissima, per nostro modesto parere o quantomeno a sentimento dei comuni cittadini se rapportata a loro esperienze , decisione della Soprintendenza regionale di autorizzare con sorprendente sollecitudine la ripresa dei lavori della tramvia 3 a piazza Beccaria, appena fermati per l’emergere di antiche mura archeologiche che avrebbero meritato almeno un caffè di riflessione.

La tramvia, d’altra parte, non è un semplice mezzo di trasporto pubblico: è il simbolo identitario della Giunta Funaro, il totem urbano più celebrato forse dopo il cubo nero di qualche anno fa (di cui qui non stiamo a intestarci nostalgie)

E così, come sempre succede quando c’è in ballo un progetto che si deve “realizzare ad ogni costo”, non solo si sono messi i lavori in moto, ma si sta velocemente tornando a coprire e dimenticare quella che era una delle scoperte archeologiche e antropologiche più rilevanti degli ultimi decenni: lo scheletro di una bambina di epoca romana, rinvenuto negli scavi in centro e corredato di tracce di sudario e corredo, un ritrovamento che poteva insegnarci molto sulla vita e sulle morti di chi abitava qui duemila anni fa.

E non è la prima volta che la piana di Firenze e Sesto Fiorentino ad esempio ci mette davanti a ciò che conta davvero: sotto il parcheggio del *Centro Sesto, proprio lì dove si va a fare la spesa e a lasciare l’auto con la tessera Coop, giace una villa romana di notevole interesse, con tracce della sua pars urbana e rustica che risalgono a oltre due millenni fa, e che è stata protagonista di scavi e studi approfonditi negli anni scorsi

Ma si sa, tra parcheggi, cubi neri e tramvie, a chi frega niente di una villa romana o di uno scheletro di bambina quando la priorità è realizzare il “treno moderno” che dovrà facilitare i pendolari (o forse complicarli nelle ore di punta), giustificare scudi verdi a difesa dei posti auto e costruire un racconto utilissimo per il turismo dei clochard che potranno ora ammirare la città dalla linea che dal confine arriva fino a Villa Costanza passando per Careggi.

E naturalmente è fondamentale per i puscher locali: nuove piazze, nuovi spazi, chissà, magari esportare il modello Cascine lungo quel nuovo ponte vicino ai Giardini della Costoli, perché l’espansione urbana funziona meglio quando si accompagna a opportunità “alternative” di microeconomia cittadina

Nel frattempo, storie di bimbi romani e case sepolte sotto l’asfalto rimangono utili solo come scenografia nei pannelli di accompagnamento alle aree di sosta, magari dietro a una fibbia di assicurazione Coop o tra una fermata e l’altra della tramvia identitaria. C’è da chiedersi se tutto l’impegno speso a coniare slogan e inaugurare cantieri non serva a distrarre proprio da ciò che avrebbe potuto collegarci alla nostra storia reale, quella fatta di vite, di tombe, di una villa romana sotto i nostri piedi, invece che di rotaie luccicanti e cubi sacri dove riporre ogni venerazione civica.

Eppure, qualcuno ha ragione: la tramvia è il simbolo identitario di questa giunta. Risolverà forse il traffico, curerà le dermatiti da parcheggio e, perché no, sistemerà anche i conti della gestione, che peraltro vantano già buona salute proprio grazie a questa sterzata di festività edilizia

Chiudiamo un occhio, anzi entrambi: nulla di nuovo sotto il cubo nero, mentre sotto di esso giacciono talvolta reali reperti di umanità che valgono più di mille inaugurazioni e che a Roma al Foro e Piazza Venezia sono stati ad esempio trasformati in veri e propri musei delle fermate della metropolitana, la stessa che a Firenze non poteva essere realizzata così ci fu detto per non danneggiare anche il prezioso patrimonio storico del nostro sottosuolo fiorentino.

E poi è ormai risaputo che il tram risolverà i problemi che affliggono Firenze e finalmente quando sarà terminato di realizzare il treno che si potrà fare ammattire un po’ i pendolari e giustificare lo scudo verde a presidio dei parcheggi, ma che rammentiamocelo è fondamentale per il turismo dei clochard che in questo modo potranno allietare della loro presenza a pendolari,lavoratori, studenti e turisti mentre vedranno Firenze dai finestrini magari appannati d’inverno come in questo periodo, della bella Firenze tranviaria che si spingerà da Rovezzano a Villa Costanza passando da Careggi

E sarà soprattutto ancor più utile per i puscher che finalmente potranno trovare nuove piazze di spaccio e chissà magari esportare il modello cascine al nuovo ponte vicino ai giardini della costoli, sono opportunità di un settore in costante espansione quelka dello spaccio di cui Firenze può annoverare numerose puntate su le iene, striscia la notizia e anche su canali social e sicuramente sarà una nuova opportunità lavorativa per i borseggiatori ormai poveretti inflazionati sulla linea uno e due ma ha ragione l’assessore la tranvia è il simbolo identitario di questa giunta che aiuterà a risolvere il problema del traffico dei parcheggi dell’overturism dove i politici si vedono in genere solo ai tagli dei nastri, sarà per questo che a Firenze la chiamiamo strascicapoveri?

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