Chiunque abbia rispetto della propria famiglia, dei propri legami, dei propri affetti, della propria intimità, non li metterebbe mai in piazza per un mero tornaconto elettorale. Almeno chi, oltre che di rispetto, sia dotato anche di buon senso.

Andrea Romiti, 44 anni, laureato in giurisprudenza e ispettore di Polizia, sposato fin da giovanissimo con Alessandra e padre di due figli, è il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia a Livorno e proprio il partito di Giorgia Meloni lo ha candidato sindaco nella città labronica alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio.

Chi conosce Romiti lo dipinge come un ragazzo serio, innamorato della propria famiglia e della propria città, mai sopra le righe e soprattutto mai pronto a gettarsi a capofitto nella polemica politica più becera e strumentale. Ma quando i social network, croce e delizia delle comunicazioni ai nostri giorni, hanno riversato su Andrea e sulla sua famiglia una sequela di accuse e di insulti per la sua scelta di partecipare al Forum Mondiale della Famiglia, che si svolgerà questo fine settimana a Verona, Romiti ha sbottato: “mia figlia è omosessuale. Voi di sinistra fate schifo a strumentalizzare la vita degli esseri umani per fini elettorali”.

Già, perché Alice Romiti, 23 anni, nata quando Andrea era praticamente un bambino, oggi in Erasmus in Spagna, è felicemente fidanzata con una ragazza. E questo, ad Andrea ed alla mamma Alessandra, pare proprio non dare fastidio, anzi: “quando aveva 18 anniracconta Andrea Romiti a Il Tirrenoio e mia moglie eravamo preoccupatissimi perché pensavamo che le piacesse un ragazzo che sospettavamo facesse uso di droghe. Un giorno ci ha detto ci ha detto che ci doveva parlare e noi eravamo terrorizzati. Poi ci ha detto: ‘vi ricordate la mia amica…? Ci siamo fidanzate…’. Per noi è stato un sollievo“.

Ma come reagisce Romiti di fronte a chi taccia la destra italiana – soprattutto Fratelli d’Italia, partito di cui Romiti è dirigente – di essere omofoba e ancorata al medioevo?

Parlare di famiglia tradizionalespiega Romitinon significa discriminare le famiglie o le coppie omosessuali. Si intende la difesa dei bambini che nascono: io ho perso mio padre quando avevo 4 anni, ogni bambino ha il diritto di conoscere i genitori biologici”.

E Alice, finita suo malgrado nel tritacarne dei sentimenti messo in piedi dalla politica livornese, cosa pensa? Lei la prende bene, sorride – raccontano i colleghi de Il Tirreno che l’hanno raggiunta telefonicamente in Spagna, dove più che alla politica pensa alla sua laurea in giurisprudenza che sta per arrivare – e si lascia dietro un commento degno del più scafato dei politici: “Io condivido tante linee di Fratelli d’Italia, poi magari non condivido come alcune cose vengono dette. Il mio voto resta nel segreto dell’urna, ma c’è una destra che sta cambiando anche a Livorno, vedi mio padre che è una persona aperta al dialogo”.

I dispensatori d’odio sono avvisati. L’amore, alla fine, trionfa sempre, soprattutto se ha i volti sorridenti della famiglia (tradizionale?) Romiti.