Melania Trump first lady ideale: “Donald vuole solo il bene dell’America”

Melania

Melania Trump non tradisce le attese e si conferma finora la star indiscussa della convention repubblicana. Non c’e’ Donald Junior, Eric o Tiffany Trump che tengano. Quello della first lady e’ un intervento rassicurante e pacato: “Non voglio attaccare nessuno, non voglio usare quel tipo di linguaggio che abbiamo sentito la settimana scorsa nella Convention dei democratici. Perché quel linguaggio divide ancora di più il Paese”. Un approccio differente rispetto ad altri interventi. Precedentemente Joe Biden e i democratici sono stati accusati, per la verità non senza motivo visto il palese appoggio ai movimenti “antifa”, di essere ostaggio della sinistra radicale e di voler distruggere il Paese.

Melania sceglie una linea diversa. Non quella di Eric Trump che poco prima aveva sottolineato come Biden di non sappia nulla dei lavoratori e imprese. Non di Tiffany Trump che ha attaccato i media, spiegando come spesso la realtà venga manipolata con l’obiettivo di colpire il padre. La first lady, intervenendo dal Rose Garden della Casa Bianca, punta a un messaggio di unità e promuove l’immagine di un tycoon che ha a cuore solo il futuro degli americani. Donne, bambini, veterani, lavoratori, imprese: “Mio marito Donald Trump si batte per voi, a prescindere da quello che dicono i media. Mio marito non è un politico tradizionale, gli piace agire. E’ una persona autentica, ci tiene, ha a cuore il futuro dell’America”, assicura l’ex modella di origini slovene.

Per quanto riguarda la situazione legata al Coronavirus ha detto: “Voglio esprimere la mia vicinanza a tutte le persone che hanno perso una persona cara. E voglio ringraziare profondamente le nostre infermiere, il nostro personale medico, i soccorritori, gli insegnanti. Tutti coloro che si trovano in prima linea contro questo nemico invisibile. So che molti di voi sono in ansia, sono preoccupati per quello che sta avvenendo. Guardate che non siete soli. Mio marito e questa amministrazione continueranno a battersi per voi, fino a che non avremo superato questo momento difficile”.

Tema centrale del discorso è stato anche quello del sociale e dei più deboli, in cui Melania ha citato anche l’Italia “Nel viaggio che Donald ed io abbiamo fatto a Roma (2017) ricordo sempre la visita all’ospedale Bambin Gesù. Lì ho conosciuto il coraggio di un bimbo gravemente malato che stava aspettando la donazione di un cuore sano. Il giorno successivo siamo atterrati a Bruxelles e abbiamo saputo che quel cuore era arrivato. Penso spesso a lui e ai tanti bambini che soffrono anche nel nostro Paese”. Soffermandosi sull’abuso di oppioidi ha detto che“i suicidi stanno aumentando. Vi prego: non vergognatevi se siete tossicodipendenti. Chiedete aiuto”. Si è poi rivolta ai media: “Avete gli strumenti per parlare di più di queste cose. Fatelo. Non perdete tempo con il gossip”.

Sulle donne non ricorre, giustamente, al femminismo ideologico ma parla in modo molto concreto rivolgendosi alle madri lavoratrici: “Consideratevi guerriere, alle prese con il lavoro e con figli immersi in realtà sempre più complicate. Come le insidie dei social. Non badate ai titoli dei media o agli attacchi degli avversari, mio marito combatterà sempre per voi”.

Ha poi commentato quanto sta accadendo nel Wisconsin, dove si assiste ancora una volta alle folli violenze del Black Lives Matters. Melania dice basta agli scontri, ai disordini e ai vandalismi in nome della giustizia: “Invece di buttare giù le cose riflettiamo sugli errori del passato per migliorarci sempre”, afferma riferendosi alla ormai nota guerra contro le statue simbolo di un passato colonialista e schiavista. Alla fine l’ovazione dei presenti e il Presidente che, visibilmente commosso, si alza e va a baciare la first lady.

Melania all’inizio era molto emozionata ma il suo discorso è filato via liscio come l’olio. Ha seguito un canovaccio classico, istituzionale, concedendo un passaggio emozionante quando ha ricordato il giorno in cui ha ottenuto la cittadinanza americana. Sobrio ma elegantissimo il suo stile, composta e autorevole la postura, umile ma determinato l’approccio. Insomma, promossa a pieni voti.

Ovviamente sui media mainstream europei non si trovano particolari elogi per una dimostrazione di valore che avrebbe meritato di essere evidenziata. La  donna, da queste parti, viene esaltata e difesa solo se rientra nei canoni del progressismo, ovvero di colore o lgbt. Purtroppo per loro però la classe non è acqua e per quanto la narrazione possa esaltare sempre e solo Michelle Obama, la differenza tra le due, dopo questa superlativa performance di Melania, appare nettissima sotto tutti i punti vista.

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