Manovra 2026, tra realismo e sostegno
In un contesto europeo complesso, il Governo mantiene la barra dritta sulla stabilità dei conti, senza però rinunciare a misure identitarie. Il focus della finanziaria 2026 tende ad annullare il passaggio da un assistenzialismo “a pioggia” per procedere ad una pianificazione responsabile.
In un contesto europeo complesso, il Governo mantiene la barra dritta sulla stabilità dei conti, senza però rinunciare a misure identitarie. Il focus della finanziaria 2026 tende ad annullare il passaggio da un assistenzialismo “a pioggia” per procedere ad una pianificazione responsabile.
La coalizione, infatti, sta gestendo il delicato equilibrio tra le promesse elettorali, come l’aumento delle minime, e i vincoli di bilancio
L’incremento delle maggiorazioni sociali è diventato strutturale. L’aumento passa da 104€ a 260€ annui per i redditi più bassi. Un segnale concreto di attenzione verso le fasce più deboli e di chi è più in difficoltà.
Nonostante le grandi riforme strutturali richiedano tempi lunghi, il Governo conferma il “Bonus Maroni”, o Bonus Giorgetti come è stato rinominato per altri. Chi matura i requisiti entro il 2026 ma decide di restare al lavoro, riceve in busta paga la quota di contributi pari al 9,19% esentasse.
È qui la sintesi della visione del centrodestra, ovvero quella di premiare il merito e la produttività anziché l’uscita forzata
E’ stata confermata inoltre l’esenzione dall’adeguamento dell’età per le mansioni gravose fino al 2028. L’esecutivo precisa che è un atto di equità sociale.
In ambito immobiliare centrodestra vede l’immobile non come un bancomat dello Stato, ma come il frutto del risparmio di una vita. Si conferma la cedolare al 21% per la prima unità locata, per favorire le locazioni a canone concordato, ma l’aliquota sale al 26% dalla seconda in poi per le locazioni brevi.
In ambito immobiliare centrodestra vede l’immobile non come un bancomat dello Stato, ma come il frutto del risparmio di una vita. Si conferma la cedolare al 21% per la prima unità locata, per favorire le locazioni a canone concordato, ma l’aliquota sale al 26% dalla seconda in poi per le locazioni brevi.
La linea è quella di tutelare i piccoli proprietari colpiti dalle politiche europee. Viene inoltre confermata la detrazione al 50% per la prima casa anche per il 2026
È la prova che il Governo non abbandona chi investe nel proprio patrimonio immobiliare, pur ridimensionando gli eccessi del Superbonus del passato. Una novità importante da sottolineare è l’esclusione della prima casa dal calcolo Isee per l’accesso ad alcune prestazioni sociali. Un ritorno al concetto di casa come bene primario utile ed indisponibile.
Non e’ da dimenticare la riduzione dell’aliquota IRPEF per lo scaglione 28.000-50.000 euro, che scende dal 35% al 33%. Questo beneficia direttamente il ceto medio, cuore pulsante dell’elettorato di centrodestra.
La Manovra 2026 non può e non deve essere letta come un semplice esercizio di ragioneria. È, al contrario, un manifesto politico di resistenza e rilancio. In un’Europa che spesso sembra voler tassare il respiro dei cittadini e burocratizzare ogni centimetro di proprietà privata, la linea del centrodestra si muove su un binario di estremo realismo, che è quello di proteggere ciò che gli italiani hanno costruito con una vita di sacrifici.
Mentre le sinistre guardano a patrimoniali mascherate o a riforme pensionistiche che ignorano la sostenibilità, questo Governo sceglie la strada della responsabilità generazionale. Sostenere le pensioni minime è visto come un dovere morale verso chi ha edificato il benessere di questo Paese. Allo stesso tempo, blindare la detrazione al 50% sulle ristrutturazioni della prima casa significa ribadire un principio non negoziabile. La casa è il bene primario della famiglia italiana, e lo Stato deve essere un alleato della sua manutenzione, non un esattore spietato.
In definitiva, la Manovra 2026 è un atto di sovranismo razionale. Non promette miracoli irrealizzabili che graverebbero sulle spalle dei nostri figli, ma garantisce la tenuta del sistema. Il centrodestra si conferma così l’unico argine contro le derive ideologiche green e le tentazioni tassatrici, mettendo al centro del bilancio pubblico non lo Stato, ma la persona, la famiglia e la piccola proprietà. È un’Italia che non si arrende, che amministra con rigore e che guarda al domani con la consapevolezza di chi sa da dove viene.
Non e’ da dimenticare la riduzione dell’aliquota IRPEF per lo scaglione 28.000-50.000 euro, che scende dal 35% al 33%. Questo beneficia direttamente il ceto medio, cuore pulsante dell’elettorato di centrodestra.
La Manovra 2026 non può e non deve essere letta come un semplice esercizio di ragioneria. È, al contrario, un manifesto politico di resistenza e rilancio. In un’Europa che spesso sembra voler tassare il respiro dei cittadini e burocratizzare ogni centimetro di proprietà privata, la linea del centrodestra si muove su un binario di estremo realismo, che è quello di proteggere ciò che gli italiani hanno costruito con una vita di sacrifici.
Mentre le sinistre guardano a patrimoniali mascherate o a riforme pensionistiche che ignorano la sostenibilità, questo Governo sceglie la strada della responsabilità generazionale. Sostenere le pensioni minime è visto come un dovere morale verso chi ha edificato il benessere di questo Paese. Allo stesso tempo, blindare la detrazione al 50% sulle ristrutturazioni della prima casa significa ribadire un principio non negoziabile. La casa è il bene primario della famiglia italiana, e lo Stato deve essere un alleato della sua manutenzione, non un esattore spietato.
In definitiva, la Manovra 2026 è un atto di sovranismo razionale. Non promette miracoli irrealizzabili che graverebbero sulle spalle dei nostri figli, ma garantisce la tenuta del sistema. Il centrodestra si conferma così l’unico argine contro le derive ideologiche green e le tentazioni tassatrici, mettendo al centro del bilancio pubblico non lo Stato, ma la persona, la famiglia e la piccola proprietà. È un’Italia che non si arrende, che amministra con rigore e che guarda al domani con la consapevolezza di chi sa da dove viene.
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