Lutetia, la città che non dice ma ricorda

Lutetia, la città che non dice ma ricorda
(da “Frammenti di Lutetia”)

Sotto le strade di Parigi esiste una città che non parla.

Non alza la voce, non chiede attenzione, non reclama il suo nome.
Eppure, ricorda tutto.

Si chiamava Lutetia, ed era la Parigi romana: costruita su pietre chiare, attraversata da strade lastricate, animata da mercati, terme, templi e voci

Oggi non la vediamo più, ma non è scomparsa. È scesa sotto i nostri piedi, inglobata dal tempo, trasformata in fondamenta, in passaggi dimenticati, in segni che resistono.

Ogni città cresce sopra se stessa.
Ma poche lo fanno in modo così evidente come Parigi.

Nel suo sottosuolo si intrecciano secoli: cave, cunicoli, gallerie, resti, ossari. Non è un luogo macabro, come spesso si pensa. È un luogo di memoria. Una biblioteca di pietra, dove non esistono pagine, ma strati. Non esistono capitoli, ma silenzi.

Lutetia non è una città sepolta.
È una città che ha imparato a tacere

E forse è proprio questo che la rende così affascinante.
Viviamo in un tempo che racconta tutto, continuamente.

Scorriamo immagini, storie, parole.
Ma raramente ci fermiamo ad ascoltare ciò che non si mostra.

Le città, come le persone, hanno un sottosuolo.

Un luogo dove finiscono i ricordi che non fanno rumore, gli eventi che non diventano notizia, le vite che non lasciano monumenti

Eppure sono quelle che costruiscono davvero il mondo.
Lutetia è il simbolo perfetto di questo: una città che non si vede, ma regge tutto ciò che viene dopo.
Camminiamo sopra di lei ogni giorno, senza saperlo.

E forse, se potesse parlare, non ci racconterebbe di grandi eventi o di imperatori. Ci parlerebbe di mani che hanno lavorato la pietra, di passi stanchi, di bambini che correvano per strade che oggi non esistono più

Ci parlerebbe delle vite comuni. Quelle che non finiscono nei libri, ma che tengono insieme il mondo.
A volte penso che le città non vogliano essere visitate.

Vogliono essere ascoltate

Non tutto ciò che è importante fa rumore.
Alcune cose chiedono solo silenzio.
Lutetia è una di queste.

E forse la vera domanda non è:
cosa nasconde una città sotto di sé?

Ma:cosa siamo pronti ad ascoltare, se smettiamo di correre?
Sabrina Sanseverino
Rilegatrice di storie perdute

Leggi anche:
Exit mobile version