Dopo settimane di rivelazioni e intercettazioni, veleni e segreti che hanno scatenato il caos delle e nelle procure, arriva il primo provvedimento disciplinare per il PM romano Luca Palamara, nel mirino dell’inchiesta per corruzione partita da Perugia e che ha dato la stura a quello che, solo ieri Luca Poniz, in veste di nuovo presidente dell’Anm, ha definito il «fango che è emerso dalle intercettazioni»…

Dunque dopo settimane in cui, tra denunce e inchieste, accuse e repliche, correntismo e carrierismo degenerati e finiti sotto i riflettori di una delle vicende più controverse della storia della magistratura, poco fa il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, ha chiesto la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio per il pm romano Luca Palamara, indagato per corruzione a Perugia per il “caos Procure”. L’udienza disciplinare al Consiglio superiore della magistratura per decidere sulla richiesta di misura cautelare di «sospensione facoltativa dalle funzioni e dallo stipendio», è stata fissata al prossimo 2 luglio.

Vedremo dove porteranno le indagini su un capitolo tra i più inquietanti degli ultimi vent’anni, che potrebbe scoperchiare un vaso di Pandora al cui confronto Tangentopoli sarebbe uno scherzo. 

Ovunque esse porteranno è chiaro che il terzo potere dello Stato, la Magistratura, necessità di riforme profonde: separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati, prima di tutto.

Dai Dem nessun commento, certo è che se quanto emerso fin ad oggi verrà confermato, finalmente avremo capito perché quelli del PD avessero sempre fiducia nella magistratura…