L’ombra di Teheran: la scommessa di Donald Trump sulla geopolitica globale
Se il Presidente Trump avrà successo e il regime omicida degli Ayatollah verra’ messo a cuccia in modo da non rappresentare più una minaccia, i benefici per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti saranno enormi.
Gli Accordi di Abramo prenderanno piede, il terrorismo sostenuto e finanziato dagli Ayatollah cessera’, ci sara’ la fine della politica petrolifera iraniana, ci sara’ la perdita di un altro pilastro della Cina, Israele non sarà piu minacciato dall’Iran.
E subirebbe un duro colpo anche la Cina
La Cina Comunista dipende dal petrolio iraniano e russo nel suo tentativo di raggiungere l’egemonia globale.
E, non a caso, dal petrolio venezuelano, sul quale gli Stati Uniti hanno acquisito un controllo effettivo.
Trump sta adottando una strategia.
In questa partita a scacchi, le sue mosse sono studiate per servire molteplici scopi. Un calcolo accurato è alla base della sua audacia.
Il Presidente verrà portato in trionfo
Ma se la guerra fallisce, se si prolunga, se diventasse infinita, se una nave venisse colpita, se il numero dei soldati morti aumentasse e tornassero in America sempre più sacchi per cadaveri, se l’America subisse attacchi terroristici istigati dall’Iran, se il regime iraniano continuasse con il suo programma nucleare, allora la presidenza di Trump è finita.
Alle elezioni di medio termine di novembre, i democratici arrotoleranno i Repubblicani come tappeti persiani
In parte perché molti elettori repubblicani demoralizzati non andranno a votare.
E un questo caso buona fortuna a J.D. Vance o a chiunque sia il candidato repubblicano nel 2028.
Mettere abbastanza distanza tra Vance o chiunque altro e un fiasco bellico sarebbe, forse, inutile.
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