Lo scandalo Epstein: Clinton nega tutto sulla foto nella vasca idromassaggio, Hillary punta il dito su Trump
In un’audizione a porte chiuse durata diverse ore davanti al Comitato di Sorveglianza della Camera, l’ex presidente Bill Clinton ha affrontato le domande sui suoi legami con il defunto finanziere Jeffrey Epstein.
Al centro dell’interrogatorio una fotografia recente rilasciata nei file del Dipartimento di Giustizia: Clinton appare rilassato in una vasca idromassaggio accanto a una donna non identificata, il cui volto è stato oscurato per tutelarne la privacy
L’ex presidente ha negato categoricamente di conoscere la donna e di aver avuto con lei qualsiasi rapporto sessuale.
«Non la conosco e non ho avuto rapporti con lei», ha dichiarato sotto giuramento, secondo quanto riferito da fonti presenti alla deposizione.
Clinton ha insistito di non aver mai sospettato delle attività criminali di Epstein, sottolineando che, se ne avesse avuto anche solo il minimo sentore, lo avrebbe denunciato lui stesso.
Ha descritto il loro rapporto come breve e superficiale, terminato anni prima che emergessero le accuse più gravi contro il finanziere
La foto, insieme ad altre immagini che lo ritraggono in contesti sociali con Epstein e Ghislaine Maxwell, fa parte di un vasto archivio di documenti resi pubblici per fare luce sulla rete del sex offender.
Nessun uomo, soprattutto se sposato, ammette facilmente di essere stato colto in fallo
Si potrebbero riempire intere biblioteche con le scuse più fantasiose inventate da mariti sorpresi in situazioni compromettenti: «Non la conoscevo», «È stato un incidente», o il classico «Sono scivolato e mi sono ritrovato addosso a lei».
Nel caso di Clinton, però, la negazione è netta e ripetuta: non c’è stato nulla di ambiguo, nulla di sessuale, nulla di consapevole.
La sorpresa maggiore arriva però dal fronte Hillary Clinton
La ex first lady, interrogata il giorno precedente dallo stesso comitato, ha definito l’audizione «ripetitiva» e ha negato qualsiasi conoscenza personale di Epstein o dei suoi crimini.
Invece di limitarsi a difendere il marito, ha ribaltato l’attenzione: ha chiesto espressamente che Donald Trump venga convocato e interrogato sotto giuramento sui suoi numerosi riferimenti nei file Epstein, citando «decine di migliaia di menzioni» del suo nome
Ha accusato i repubblicani di usare l’inchiesta per proteggere l’attuale presidente e di distrarre l’opinione pubblica.
Inaspettatamente, emerge una sorta di solidarietà tra i due ex rivali politici
Trump, commentando la deposizione di Clinton, ha espresso dispiacere per il trattamento riservato all’ex presidente, definendo l’intera vicenda «una vergogna» e manifestando solidarietà per la situazione in cui si trova l’avversario di un tempo.
Di solito le mogli sono le prime a dubitare della casualità di certi incontri ambigui.
Eppure Hillary tiene duro, difendendo l’apparato di potere che ruota attorno al marito e spostando il tiro su Trump
C’è qualcosa di grottesco nel vederla sempre indulgente quando il consorte finisce in situazioni delicate. Dopo lo scandalo Lewinsky non scelse la via vendicativa del divorzio: rimase al fianco di Bill, almeno formalmente, preservando un ruolo di primo piano nella politica americana. Sarò cinico, penserò male, ma forse ci azzecco: in certi ambienti il potere e l’apparenza contano più delle verità private.
Questa inchiesta, partita dai documenti Epstein per fare chiarezza su un capitolo oscuro, rischia di trasformarsi in un’arena politica dove tutti negano, tutti accusano e nessuno ammette
Le fotografie parlano, ma le interpretazioni restano infinite, come le scuse che gli uomini inventano quando vengono sorpresi con le mani nel sacco – o nella vasca idromassaggio.
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