L’Italia al bivio, tra tensioni globali, polarizzazione interna e la ricerca di una nuova bussola politica
E’ un momento molto delicato sia per le numerose crisi presenti nel panorama internazionale che per le vicende interne.
La globalizzazione ha portato molte cose positive ed un aumento delle informazioni per tutti gli abitanti della terra a tutte le latitudini, ha tuttavia talvolta diffuso immagini o sensazioni errate e spesso “accomodate” al fine di suscitare reazioni e azioni finalizzate spesso a creare caos e incertezza
Cosi’ dopo la caduta di Gheddafi e l’innalzamento del numero di tentativi di afflusso massivo di persone verso quell’occidente che rappresenta nell’immaginario dei popoli meno evoluti , la ricchezza il benessere la soluzione ad ogni problema, si sono create tensioni interne alla UE e incertezze economiche e politiche in tutto il mondo che dopo l’elezione di Trump hanno visto strumentalizzazioni e cambi di prospettiva imprevisti e continui e se vogliamo una diminuzione sempre crescente di certezze in realta’ mai cosi’ necessarie.
Su questo sfondo per certi aspetti cupo tetro ed incerto con guerre in parti strategiche del mondo e conflitti locali non meno gravi, appare ancor piu’ inadeguata , come sottolineato tante volte, la debolezza politica in cui ormai versa la nostra vecchia europa
L’avvicendarsi continuo di nuovi governi in Francia , Gran Bretagna e Germania, la leadership di Sanchez offuscata dallo scandalo finanziario e di corruzione ,emerso negli scorsi mesi, le nazioni piu’ a est terrorizzate dalla minaccia russa, tutta da dimostrare, irrigidite da anni di politiche contrarie alla immigrazione e nella sostanza con un andamento dello sviluppo ed una velocita’ di pareggio della solidita’ economica e sociale ancora molto distante dalle nazioni principali dell’unione.
Ebbene come sta l’Italia che aria tira?
A meno di un anno dalle elezioni una innegabile atmosfera di odio livore e attacchi personali prevale sui programmi e sulle politiche di svilippo e rilancio. Sarebbe credo essenziale che le due coalizioni, con un senso di responsabilita’ e di rispetto delle Istituzioni che rappresentano, trovassero il modo di ritrovare il reciproco rispetto. Infatti le ridicole e continue affermazioni “antifasciste” e questo clima da “resistenza armata e dura” non giova al confronto ne’ consente con serenita’ un clima di contrapposizione democratica che per sua natura deve essere animato da correttezza e rispetto delle altrui posizioni se pur con un giusto ed equilibrato confronto.
La azione internazionale del.governo e della premier italiana Meloni hanno avuto apprezzamento e stima dimostrata un po’ da tutti i partner occidentali su tutti dagli USA , nonostante le intemperanze di Trump, mentre le continue frange di dissenso interne che tuttavia sono sempre legate e collegate proprio alle vicende internazionali piuttosto che agli atti di politica interna hanno minato internamente la giusta percezione di questi 4 anni che tuttavia per me rimangono e sono positivi
La prevalenza che la sinistra ha dato a lotte decise e talvolta violente di rivendicazione sullasituazione di Gaza per prima , flottilla e manifestaziono di piazza, e una forte e inusitata sponsorizzazione di posizioni direi declinanti, almeno nel sentire popolare e politico sia interno che europeo, riguardanti le politiche della immigrazione ed il sostegno anche inconcepibile di episodi controversi e di per se isolati quali modena e bologna ma anche a Napoli ed in altre situazioni. Dove sono finiti quei tempi in cui si parlava di scala mobile di diminuzione delle tassazioni gli aumenti salariali la tutela delle fasce deboli e meno difese anziani su tutti.
Dalla famiglia del bosco che e’ divenuta palestra e caso direi emblematico dell’interpretazione di famiglia e di affidamento tutelare, alla sfrontata e talvolta come abbiamo visto errata difesa dei poveri immigrati , contro chi ?
contro le Forze dell’Ordine addirittura contro le primarie istituzioni repubblicane. Nel caso Minetti si e’ arrivati a mettere in dubbio l’equidistanza e la prudenza del Quirinale, e su questo anche abbiamo visto la cantonata e’ stata notevole. Poi il referendum che sempre in Italia diventa divisivo e motivo di diffidenza da parte degli italiani nei confronti di chi lo propone.
Vedendo il bicchiere mezzo pieno si e’ cercato di cambiare ,a mio avviso per il bene del Paese, dall’altra parte pero’, Di Pietro a parte, il comitato del Si non e’ stato ne’ efficace ne’ plausibilmente chiaro nelle sue argomentazioni, chi votava per il No erano gli stessi che ormai hanno un solo mantra ” Antifascismo” e “Resistenza” con paladini boiardi di partito senza alcuna dignita’ tra i tanti il.piu’ odioso Tomaso Montanari, e poi Zaccaria ed altri trombati di lusso tutti volti a gridare allo Stato Fascista
Dimenticando purtroppo il metodo Palamara, tanto caro al CSM, che per cronaca e’ composto al 70% da toghe rosse. Quindi in questo clima di diffidenza di scherno continuo di offese nemmeno tanto velate il rischio e’ quello di un tifo da curva e non di una analisi corretta delle proposte dei due schieramenti. Quindi un recupero di serenita’, invocato gia’ due volte dal Capo dello Stato, credo richiedera’ un ulteriore sforzo nel riportare l’obbiettivo sui problemi concreti, quelli del Paese ,che e’ si membro importante della Comunita’ internazionale ma che deve ricominciare a crescere non in percentuali minimali ma del 2 o 3 % l’anno per uscire da questa situazione di empasse.
Come farlo sara’ esposto dalle due colalizioni quella di centro sinistra che ha molte idee e molto confuse e dissonanti e non ha un leader ma tanti “galli nel pollaio” che dovrebbero essere coordinati dalla Schlein, che non e’ in grado, o da Conte, che talvolta di cose ne dice fin troppe spesso a sproposito, poi c’e’ Renzi che alza la voce fa battute ed e’ come se avesse il 30% per come si impone e profetizza ma ha il 2,5% e quindi deve e dovra’ sottostare alle altrui decisioni
Di Fratoianni e Bonelli potremmo anche non parlare tanto a loro interessa il Po ,Gazza, il Leoncavallo e la TAV, del resto non si occupano.
La coalizione di Governo e’ piu’ compatta piu’ allineata anche se con sfumate differenze , ma non priva di problemi. Vi sono infatti due grandi incognite una e’ Forza Italia e la Famiglia Berlusconi, che magari Con Renzi e Calenda e Lupi potrebbero pesare un 10-15% ,porsi fuori dalle colalizioni, vincendo sempre facendo poi accordi con chi avra’ la maggjoranza relativa, anche se Calenda e Renzi non vanno messi nello stesso banco altrimenti si picchiano.
Poi con il declino della Lega e l’avanzata di Vannacci occorre che la Meloni & friends faccia i conti. Banalmente se Forza italia con Calenda rimane a dare sostegno alla coalizione e Vannacci entra e vanno tutti assieme con FDI e Lega, non c’e’ storia possiamo anche non votare, se vi saranno defezioni ne vedremo delle belle o almeno ne vedremo tante
Pero’ in questi prossimi 6 mesi occorre stare sul pezzo ritrovare il confronto democratico e smettere di strumentalizzare i servizi di report, delle iene, Gaza, i casi di cronaca , e tornare a fare politica chi sara’ piu’ bravo a fare questo vincera’ …il video di Vannacci contro Renzi al Circo massimo una trovata divertente tramite l’IA …ma qui serve l’intelligenza politica vera non quella artificiale e tanto cuore.
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