L’imperatore triste

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L’imperatore triste

C’era una volta in Cina un imperatore triste, molto triste, sempre triste. Un imperatore, insomma, malato di inguaribile e infinita tristezza, che solo il canto dell’usignolo poteva in qualche modo alleviare.

Per cui riempì il suo palazzo di gabbie d’oro piene di usignoli. Un espediente che però non servì a nulla

Perché gli usignoli imprigionati morivano, l’effetto del loro canto svaniva, e la tristezza tornava a dominare il cuore dell’imperatore… Questa fiaba mi è tornata in mente pensando al Presidente della Regione Eugenio Giani. Perché? Beh, intanto per via della polemica suscitata dalla sua bizzarra decisione di istituire un apposito Assessorato regionale alla Felicità.

Già, perché solo un’anima triste può ideare una cosa del genere, sfidando sia l’umana ragione che il senso del ridicolo

E perché solo una persona disperatamente triste può arrivare a pensare alla felicità come una “cosa” da amministrare alla stregua di un bene pubblico. E poi -non lo notate anche voi?- Eugenio Giani ha smesso di apparire ad ogni istante, disquisendo di tutto e di niente, come fa di solito per 365 giorni all’anno. Lui, così ubiquo da sembrare dotato di poteri sovrumani, e così attento al funzionamento della “comunicazione istituzionale” che è l’unica cosa che ha realmente governato in Toscana. Ormai chiama i giornalisti non più per sollecitare interviste o comunicati su di lui, ma per parlare genericamente di politica, per chiedere loro pareri o suggerimenti: insomma per consolarsi chiacchierare un po’, con mestizia.

Il fatto è che Eugenio Giani è profondamente triste, e insoddisfatto del suo ruolo di Presidente di Regione. Umiliato dalla Schlein, che gli ha imposto come Vice una illustre sconosciuta di Livorno, tale Mia Dop dall’inesistente curriculum, e bullizzato da Pd e Alleati vari, si considera un uomo solo non più al comando

Sentendosi per di più trascurato dai suoi fedeli scudieri, Cristina Manetti nominata Assessore alla Cultura e Bernard Dika Sottosegretario alla Presidenza della Regione, entrambi intenzionati ormai a mettersi in proprio. E così Eugenio Giani, triste ed incompreso, si aggira ramingo per le auguste stanze del Palazzo regionale, malinconicamente rassegnato a fare da mediatore tra le varie componenti del suo largo e litigioso campo elettorale.

Componenti costantemente impegnate ad azzuffarsi tra loro per accaparrarsi il maggior numero possibile di poltrone

Poiché, si sa, poltrone e sofà in più danno sempre più felicità. Tanto da aver applaudito all’unanimità la scelta dell’Assessorato alla Felicità. La cui istituzione però richiede una riforma dello Statuto regionale nonché un aumento di spesa improduttiva in bilancio, con grave scorno del declamato buongoverno. Ma tant’è. Resta il fatto che Eugenio Giani è davvero triste, e che a nulla servono gli usignoli toscani.

Ma mi direte voi: ci sarà pur qualcosa che può contribuire ad una sua guarigione?

Ebbene sì, una c’è: la candidatura a Sindaco di Firenze. Fare il Sindaco di Firenze, essere permanentemente ovunque in città, vedere gente, stringere mani, intervenire ai convegni, presenziare a tutto, dai battesimi ai funerali, ed ogni tanto amministrare pure dalle severe stanze di Palazzo Vecchio! Allora sì che vedremmo ringalluzzire il mitico Giani! Che altro non vuole, per esser felice, che fare il Sindaco della sua città.

Un desiderio che, badate, può davvero tramutarsi in progetto politico

Oggi infatti Firenze è mal governata e l’attuale sindaco, la signora Funaro, universalmente considerata inadeguata, ha un indice di gradimento pari allo zero. Per cui il Pd, sempre più in difficoltà, cerca di correre ai ripari pensando anche a soluzioni alternative. In un giuoco di equilibri di potere nel quale Giani può inserirsi agevolmente. Tanto più che venendo a fare il Sindaco di Firenze lascerebbe libera la poltrona di Presidente di Regione.

La qual cosa potrebbe interessare a Nardella (grande sponsor della Funaro) qualora non riuscisse a scalzare la Schlein dalla Segreteria Nazionale del Pd. Fantapolitica, direte voi

Può darsi. Ma avendo cominciato questo articolo con una fiaba posso permettermi di concluderlo con la fantapolitica. E comunque di una cosa son sicuro, fantasia permettendo.

Con Eugenio Giani Sindaco ci risparmieremmo in ogni caso l’Assessorato comunale alla Felicità. Essendo egli diventato finalmente felice!

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