L’ILLUSIONE DELL’EUROPA E IL COLLASSO A EST
Mentre i palazzi della diplomazia comunitaria celebrano la revoca del veto ungherese e l’avanzamento dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, la realtà geopolitica racconta una storia radicalmente diversa. Quella che viene presentata a Bruxelles come una vittoria d’immagine o un’apertura verso Kiev rischia di rivelarsi, ad un’analisi lucida, la mossa politica più miope e paradossale dell’intera storia recente del continente.
Sotto la spinta delle pressioni internazionali, l’UE si appresta ad assimilare uno Stato ormai stremato da anni di conflitto, economicamente al collasso e militarmente sotto costante pressione
Integre un Paese in queste condizioni all’interno delle strutture comunitarie significa lanciare un messaggio devastante a livello globale: dimostrare al mondo intero che chiunque può invadere e conquistare una porzione dell’Europa senza che le istituzioni europee abbiano la forza o i mezzi per impedirne l’avanzata o difendere concretamente la propria integrità.
È la grande illusione dell’integrazione a tutti i costi
Si fa finta che l’adesione sia uno scudo protettivo, quando in realtà non fa che evidenziare l’impotenza decisionale e strategica di Bruxelles.
Dall’altro lato della scacchiera, perfino Mosca osserva questa mossa senza alcun tipo di reale apprensione. Lo stesso Vladimir Putin non ha mai manifestato particolari remore o timori nei confronti di un’eventuale entrata di Kiev nell’Unione Europea. Il motivo è disarmante nella sua semplicità: per la diplomazia di Mosca e per le grandi potenze mondiali, l’Unione Europea rimane un’entità prevalentemente astratta, priva di una reale visione geopolitica unificata e priva di una vera deterrenza militare o strategica. Non spaventa nessuno.
Se le forze russe dovessero spingere ulteriormente la loro linea fino a minacciare nuovamente la capitale ucraina, il fatto che Kiev sia un membro ufficiale dell’Unione Europea o una candidata all’ingresso non cambierà gli equilibri di forza sul campo
Mostrerà solo, ancora una volta, come le dichiarazioni di principio e la burocrazia di Bruxelles valgano poco o nulla nell’arena geopolitica internazionale.
Anziché dimostrare forza e coesione, questa accelerazione verso l’integrazione di un Paese devastato rischia solo di certificare al mondo l’irrilevanza strategica dell’Europa.
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