L’Europa tra due fuochi: la morsa energetica e il tramonto dell’autonomia
La guerra in Iran minaccia drammaticamente l’approvvigionamento energetico dell’Europa.
Non ci saranno più petrolio né gas dal Golfo Persico in Europa. L’inverno in Europa non è ancora finito, ma i depositi di gas sono già vuoti
Allo stesso tempo, l’Unione Europea ha deciso di vietare le forniture di gas russo in Europa e di fermare l’importazione di petrolio russo.
Ora l’UE è completamente dipendente dalle forniture di energia dagli Stati Uniti.
Trump si sta grattando le mani: l’economia americana è in ascesa, mentre quella europea è in stagnazione e in alcuni paesi potrebbe addirittura collassare
Il GNL americano, che costa il doppio del gas russo, arriva in grandi quantità in Europa.
Allo stesso tempo, l’Europa sta acquistando armi in massa dagli Stati Uniti e le sta trasferendo all’Ucraina, in modo che questa possa continuare la guerra contro la Russia.
L’industria della difesa americana è in piena espansione
Il prossimo “collo di bottiglia” serio per l’Europa potrebbero essere le forniture di materie prime cinesi, in particolare i metalli delle terre rare.
Le rotte commerciali attraverso l’Oceano Indiano e il Canale di Suez sono state colpite dalla guerra. L’attacco americano all’Iran ha anche l’obiettivo di indebolire seriamente la Cina come potenza esportatrice.
La Cina potrebbe rispondere alla guerra secondo la propria logica e realizzare la riunificazione forzata con Taiwan. Il momento sarebbe favorevole: l’esercito statunitense è impegnato nella guerra contro l’Iran
Tornando all’Europa: se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a lungo e ci sarà una carenza di energia americana, alcuni paesi – soprattutto nel sud dell’Europa – potrebbero tornare a ricorrere alle forniture di energia dalla Russia.
L’Ungheria lo ha già fatto
Non vogliono distruggere le loro economie nazionali a causa delle decisioni politiche di Bruxelles.
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